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Perché non vediamo i talenti

Sono davvero  entusiasta all’idea di poter condividere con te,
attraverso articoli e nei mie prossimi eventi formativi,
tutto ciò che può trasformarti in un indomabile
Coach del Talento di tuo figlio.

Preparando i materiali per spiegare
il lavoro svolto negli ultimi tre anni,
nella fase di studio e di sperimentazione del Metodo FreeNauta,
ho creato una immagine (qui sotto) per illustrare

perché talvolta non vediamo i talenti dei ragazzi
(sia che siano i nostri figli o i nostri alunni o i nostri
giovani clienti), e 3 le strategie per riuscire
a farlo sempre più.

Anzitutto una domanda: come mai è così importante
lavorare sui punti di forza?

Perché riconoscendo e valorizzando i punti di forza
è possibile creare un metodo di apprendimento su misura di ogni ragazzo, che gli porterà risultati
in tempi brevi e riducendo ansie
e frustrazioni (per tutta la famiglia).
Ne parleremo bene negli incontri formativi.

E ora facciamo un piccolo QUIZ.

Riesci a intuire il significato delle icone?

Indizio: le tre icone in verticale sono gli ostacoli che incontriamo quotidianamente quando cerchiamo di individuare dei talenti, mentre la parte più a destra della immagine (per chi guarda), sono gli strumenti per superare questi piccoli ostacoli.

Se hai già indovinato il significato delle icone significa che sei un vero esperto del tema, e… significa anche che i nostri emisferi destri sono molto simili.

Ma niente paura, se non abbiamo tutta questa ‘telepatia’, ….ecco in due parole cosa significano le icone.

La parte sinistra (per chi guarda) dell’immagine
ci ricorda che il nostro cervello è sintonizzato,
dall’evoluzione, verso l’attenzione agli elementi negativi.

E’ come se la specie umana si fosse allenata,
nelle migliaia di anni della nostra evoluzione,
a notare in modo prevalente le cose negative,
in modo da garantirci la sopravvivenza.

Solo che queste tendenze si attivano
anche quando non siamo minacciati,
e anzi quando vorremmo dare il massimo:
cioè quando vogliamo sintonizzarci
sulle aree di forza dei ragazzi per
aiutarli a metterli in evidenza.

Ecco dunque le 3 tendenze che
ci impediscono di notare i punti di forza dei ragazzi:

  • attenzione selettiva e bias negativo: se in un pagella ci sono 4 bei voti e uno basso,.. su quale ci focalizzeremo?
  • approccio binario: pensare che se una cosa non c’è, allora c’è il suo opposto. Ad esempio, se ai colloqui l’insegante ci ha detto che non sta attento in storia, allora… “ha problemi di attenzione” (in generale). Potrebbe, invece, essere che non ha capito a cosa gli serve studiare storia, e quindi non ci presta la dovuta attenzione? Mentre riesce ad essere perfettamente attento quando l’argomento gli interessa;
  • proiezione: potrebbe essere che tu tenda a notare un difetto in tuo figlio… perché non vuoi vedere la stessa caratteristica in te? (ad esmepio il disordine…) O al contrario: potrebbe essere che tu sia scontento di una caratteristica di tuo figlio, perché vorresti che fosse come te (ad esempio atletico come te, se lui invece ama di più i videogiochi)?

Questi 3 aspetti ci influenzano in ogni momento,
e ci impediscono di vedere 
i punti di forza dei ragazzi (anche di noi stessi).

Per fortuna c’è una semplice soluzione,
che la ricercatrice, Lea Waters,
specialista nel paradigma genitoriale e educativo
basato sullo sviluppo dei punti di forza,
ha denominato “Interruttore del talento”,
e che consiste in una semplice pratica di consapevolezza.

Detto in poche parole, significa mandare 
in corto circuito i sistemi di attenzione selettiva negativa,
che abbiamo descritto poco fa,
immaginandoci (attraverso alcune brevi pratiche)
di accendere un interruttore di una lampada
in grado di illuminare i punti di forza.

Ci sono un paio di esercizi che puoi impare a svolgere,
uno consiste nello scrivere e disegnare i punti di forza,
come in una sorta di diario,
l’altro consiste in una pratica di
micromeditazione: li vedremo entrambi nei prossimi corsi FreeNauta.

Metacognizione Loano FreeNauta

A Loano “Felice…Mente a scuola!” il corso per insegnanti e genitori che vogliono diventare Coach del Talento

Per i tuoi alunni o per tuo figlio studiare è diventato difficile come risolvere il Cubo di Rubik?
Hai già provato diverse strategie e sono risultate inefficaci oppure non sai quali strumenti utilizzare per favorire un approccio positivo all’apprendimento?

 

Anche un gioco complesso come il Cubo di Rubik, nasconde delle strategie che ci permettono di risolverlo in pochi minuti.
Così funziona anche la nostra mente, se conosciamo le tecniche e le aree da attivare per favorire positività ed entusiasmo,
i risultati arriveranno in men che non si dica.

 

Il corso “Felice….Mente a Scuola”, che si terrà martedì 6 e 27 marzo presso l’Istituto Falcone G. di Loano,
vuole concentrarsi proprio su questo aspetto, fornendo a INSEGNANTI e GENITORI gli strumenti adatti
a motivare i ragazzi, stimolando autostima, interesse, attenzione e memoria attraverso la METACOGNIZIONE, risorsa potente ed efficace.

 

 

A CHI E’ RIVOLTO

 

Questo percorso formativo è dedicato ai DOCENTI DI PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO
alla ricerca di metodi e strategie innovative per la loro professione.

A grande richiesta è aperto anche ai GENITORI che desiderano aiutare i loro figli a superare una volta per tutte le difficoltà di apprendimento.

 

 

 

 

PERCHE’ PARTECIPARE AL CORSO?

 

Spesso nelle classi numerose e difficili di oggi, dove ogni alunno è diverso per unicità e punti di forza,  per gli insegnati diventa difficile poter lavorare sulla metacognizione,. Anche in famiglia non è facile trovare la giusta chiave per motivare i propri figli, a volte perché hanno un metodo di apprendimento diverso rispetto a quello dei genitori, a volte perché tra la frenesia della quotidianità è difficile ricavarsi degli spazi di qualità per domandarsi quali siano nel profondo le problematicità che incontrano i ragazzi.

 

Lavorando sui talenti di ogni ragazzo si potranno ottenere risultati straordinari. Uno studio della Gallup, ente di ricerca americano che da 30 anni lavora sul tema dei talenti, ha dimostrato che chi conosce e usa quotidianamente i suoi punti di forza, è fino a 6 volte più coinvolto in ciò che fa (scuola o lavoro) e gode di una qualità di vita (soddisfazione e salute) fino a 3 volte superiore. E tutto ciò è possibile insegnarlo ai ragazzi, soprattutto nella fascia di età 8-16, quando gli schemi mentali non sono ancora granitici.

 

Un strumento semplice, divertente e altrettanto efficace è rappresentato dal GIOCO METACOGNITIVO “SuperMe” di FreeNauta.

fotocarte1

Già SPERIMENTATO in scuole primarie, secondarie di primo e di secondo grado, il Gioco che apprenderai a conoscere e usare in questo corso, rappresenta una soluzione VELOCE, FLESSIBILE E INCLUSIVA per lavorare su diversi obiettivi fino ad oggi spesso irraggiungibili quali:

  • miglioramento del metodo di lavoro,
  • identificazione di STRATEGIE DI APPRENDIMENTO personalizzate,
  • COMPETENZA EMOTIVA, AUTOSTIMA,
  • PEER TUTORING,
  • valorizzazione dei TALENTI individuali.

 

Il workshop avrà un taglio PRATICO, giocheremo la prima partita metacognitiva già dopo pochi minuti.
Simuleremo degli utilizzi concreti del Gioco nella didattica e nei pomeriggi di studio.

 

IL PROGRAMMA E GLI ARGOMENTI

 

Il corso è suddiviso in due giornate:

 

Modulo 1 | 6 Marzo (14.15- 17.15):
• Parte 1: Come funziona la mente: i nostri 3 cervelli in azione. I due emisferi cerebrali: specializzazione, collaborazione. Implicazioni per l’apprendimento e la didattica.
• Parte 2: Il Gioco e l’Apprendimento Positivo. Aumentare, anche tramite il Gioco Metacognitivo,attenzione e memoria.

 

Modulo 2 | 27 Marzo (14.15- 17.15):
• Parte 1: Relazione tra emozioni e apprendimento. Il grande equivoco della motivazione.
• Parte 2: Strumenti per aiutare il docente e il genitore a sviluppare la propria mindfulness (presenza attiva e consapevole nel qui-e-ora) per affrontare le sfide con serenità e lucidità.

 

Il costo del percorso è 30 € per un incontro e 50 € per entrambi. I due incontri sono indipendenti ed è dunque possibile seguirne solo uno.

 

IL CORSO È A NUMERO CHIUSO. ISCRIZIONI ENTRO IL 23 FEBBRAIO.
PASSAPAROLA!
MAGGIORI INFO SUL METODO FREENAUTA:

Registrati qui per ricevere il programma completo dell’evento e scaricare l’EBOOK “A Scuola di … Autostima: 7 strategie per rafforzare l’autostima facendo i compiti” 

FreeNauta il talento di Contestare

Il Talento di Contestare | Scheda Pratica per tuo figlio – Metodo FreeNauta

Benvenuto nella Scheda Pratica dedicata al Talento di Contestare

In questa scheda scoprirai:

  • Cosa c’è di potente
    nel talento di “CONTESTARE”.
  • Come puoi valorizzare questo
    talento in famiglia e nella vita di ogni giorno.
  • Cosa succede se trascuri il talento di “CONTESTARE”.
    Come rimediare in poche mosse.
  • La domanda più importante:
    come usare questo talento per personalizzare
    il metodo di apprendimento di tuo figlio…

 

Come si  individua il talento di CONTESTARE

Il talento di Contestare si individua prestando attenzione ai comportamenti spontanei, naturali e ripetuti di tuo figlio.

La prima cosa da fare, spesso, è un passo indietro rispetto alle reazioni che spesso questo talento procura in noi adulti.

Ci sono ragazzi così dotati in questo talento, da essere in grado di “Contestare” sistematicamente la gran maggioranza di ciò che viene detto.
E’ onesto ammettere che questo può infastidire.

Un comportamento tipico di tuo figlio, potrebbe essere alzare la mano durante una spiegazione per mettere in luce qualcosa che l’insegnante non ha detto, magari per esigenze di sintesi o di semplicità.

Un altro comportamento che potrebbe essere quello di mettere in evidenza le incongruenze nei comportamenti dei genitori con frasi del tipo “Ma se ieri avevi detto che…. ecc.”.

Diciamo la verità: sono pochi gli adulti che amano sentirsi correggere, tantomeno da bambini e ragazzi.

Solitamente, quindi, questo talento viene purtroppo sedato o domato già nei primi anni di scuola e ciò crea un potenziale rischio in termini di autostima, come vedremo più avanti. Questo talento va accompagnato, orientato, integrato, ma non andrebbe mai bandito, pena la perdita di un punto di forza.

 

Cosa c’è di potente nel talento di CONTESTARE

L’abilità di “Contestare” richiede la capacità di vedere le cose da un diverso punto di vista e al tempo stesso la voglia di esprimersi e di portare avanti le proprie opinioni, anche accettandone i rischi.

Nelfotocarte2l’antica Grecia la retorica era un’abilità tenuta in grande considerazione. Veniva infatti addestrata per anni in apposite scuole, nelle quali si insegnava ad ascoltare a fondo quanto detto dai propri interlocutori, prima di proporre una propria tesi alternativa.

Un contestatore non saprebbe cosa contestare, se non ascoltasse a fondo….

Ecco quindi che sotto la superficie del talento “Contestare”, ne emerge un altro di grandissimo valore che è quello dell’ ”Ascoltare”.

Se tu, come genitore, e le altre figure di riferimento di tuo figlio, sarete bravi a arricchire questo talento
con un’attitudine di interesse verso gli altri, gli darete gli strumenti per essere assertivo.
Crescendo saprà esprimere proprie opinioni nelle discussioni senza creare un conflitto,
e ottenendo una soluzione condivisa.

 

Come puoi valorizzare questo talento in famiglia nella vita di ogni giorno?

Valorizzare un talento significa riconoscerne l’utilità gratificandone il ‘proprietario’, sia a tu per tu sia di fronte ad altri membri della famiglia e agli amici.

In famiglia è una buona idea riconoscere apertamente l’attitudine alla contestazione di tuo figlio magari scherzandoci su in tono ironico e al tempo stesso confermandone il valore.

Infatti ci sono forti rischi che l’attitudine alla contestazione venga criticata e punita.

Ciò può portare tuo figlio a credere che non è sicuro esprimere le proprie opinioni, che in ogni caso gli adulti non ascoltano, e quindi portarlo ad essere più introverso o persino aggressivo.

Ecco alcuni suggerimenti pratici.

Prova a raccontare a tuo figlio una situazione di conflitto che hai vissuto in ufficio. Scegli un episodio semplice che lui possa comprendere facilmente, senza entrare negli aspetti tecnici del tuo lavoro. Magari una piccola lite avvenuta alla macchinetta del caffè. Chiedigli cosa avrebbe detto al tuo posto per difendere la tua posizione. Mimate un dialogo, in cui lui giocherà il tuo ruolo, offrendoti delle idee su come rispondere alla tua controparte.

Non appena emerge un’idea cui non avevi pensato fallo notare con enfasi e gratitudine a tuo figlio. Racconta poi la cosa agli altri membri della famiglia in sua presenza.

 

Cosa succedFreeNauta il talento di Contestaree se trascuri il talento di “CONTESTARE”. Come rimediare in poche mosse.

A chi tende a arginare o punire il talento del “Contestare”, faccio notare che non è realistico pensare che scompaia. In un certo senso è come bloccare un fiume: troverà un’altra strada.

Nel caso del talento del “Contestare”, se esso viene bloccato  il ragazzo potrebbe, ad esempio, abituarsi a contestare tra sé e sé. Fino poi a esplodere tutto in una volta, come un pentola a pressione con la valvola intasata.

Inoltre vale la pena ricordare che l’abilità di esprimere il proprio punto di vista è uno dei pilastri dell’autostima. Quindi è davvero utile valorizzare il talento della contestazione, cercando via via di orientarlo in modo che non procuri problemi nelle relazioni.

 

 

Come usare questo talento per personalizzare il metodo di apprendimento di tuo figlio…

Arrivati a questo punto scommetto che ti sono già venute delle idee.

Ti faccio qualche esempio ispirati alla mia esperienza di lavoro sui metodi personalizzati e sulla metacognizione (arte di conoscere e rafforzare i processi mentali), e ti invito a commentare questo articolo dando anche delle tue proposte, che potrebbero essere utili ad altri genitori.

 

Esempio 1: Le mappe di pre-apprendimento: utilissime!

La scienza della metacognizione conferma che i ragazzi ottengono migliori risultati nell’apprendimento, se scrivono una lista delle cose che già conoscono dell’argomento, prima di iniziare a studiarlo.

Questo procedimento si chiama mappa di pre-apprendimento, ed è una cosa che solitamente risulta facile da realizzare per un ragazzo che il talento del “Contestare”. Perché riflette il suo modo di pensare naturale.

Con una mappa  di pre-apprendimento vedrai che lo studio sarà molto più dinamico e soddisfacente

 

Esempio 2: usare il talento di “Contestare” per studiare storiaMetodo FreeNauta Metodo FreeNauta

Quando c’è da studiare una lezione, il talento del “Contestare” si rivela un prezioso antidoto alla noia.

Se hai familiarità con l’argomento di studio che tuo figlio deve affrontare, scrivi su un foglio alcune frasi che esprimano un’opinione inesatta, o solo parzialmente valida, dell’argomento in questione.

Per esempio, se si sta studiando la Seconda Guerra Mondiale, scrivi 2 o 3 frasi del tipo “Hitler è stata la causa della Seconda Guerra Mondiale”, e chiedi a tuo figlio di valutare se la frase è corretta. Per rispondere dovrà andare a cercare le info sul testo, rielaborarle, ecc.: in una parola studierà bene.

Se invece non hai molta familiarità con l’argomento che deve studiare, cerca a fine capitolo le domande o gli schemi riassuntivi, e usali per creare delle frasi che siano solo parzialmente corrette. Affidagli il compito di offrire una versione alternativa alle tue frasi. Valorizza il lavoro fatto ascoltando con attenzione le sue proposte.

Esempio 3: usare il talento di “Contestare” in matematica

Negli esercizi di matematica e geometria il talento di “Contestare” può essere abilmente utilizzato per evitare gli errori

Insegna a tuo figlio a fermarsi al termine di ogni passaggio. Suggeriscigli di immaginare che il passaggio sia stato svolto da un suo amico: di certo vorrà aiutarlo ad evitare degli errori.

Questo è tra l’altro un trucco che può fornire risultati positivi a tutti ragazzi, ed in particolare in caso di scarsa capacità attentiva, o ADHD.

 

Esempio 4: usare il talento di “Contestare” quando manca la voglia

Infine il talento del “Contestare” quando la voglia di fare i compiti è poca.

Se ad esempio tuo figlio non ha voglia di svolgere un esercizio di geometria e tu hai familiarità con l’argomento, potresti impostare l’esercizio a modo tuo e poi chiedergli di trovare una soluzione alternativa che porti lo stesso risultato, ma in meno tempo. Ad esempio potresti fare il perimetro del rettangolo sommando tutti i lati: lui ti proporrà di sommare solo i due lati diversi e poi raddoppiare.

 

 

Vuoi altri esempi? Faccelo sapere commentando o scrivendo a info@freenautabar.it

Ti aspettiamo tra due due settimane con un talento davvero inaspettato.

Per non perderlo, registrati qui 

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Il Talento di Osservare | Scheda Pratica per tuo figlio – Metodo FreeNauta

Benvenuto nella Scheda Pratica dedicata al Talento di Osservare

In questa scheda scoprirai:

  • Come si  individua il talento di OSSERVARE
  • Cosa c’è di potente
    nel talento di “OSSERVARE”.
  • Come puoi valorizzare questo
    talento in famiglia, e nella vita di ogni giorno.
  • Cosa succede se trascuri il talento di “OSSERVARE”.
    Come rimediare in poche mosse.
  • La domanda più importante:
    come usare questo talento per personalizzare
    il metodo di apprendimento di tuo figlio…

Come si  individua il talento di OSSERVARE

Il talento di osservare si individua prestando attenzione ai comportamenti spontanei, naturali e ripetuti di tuo figlio.

Se, ad esempio, noti che lui ha l’abitudine di porre spesso domande, talvolta sorprendenti e fuori dagli schemi, questo può essere un primo segnale.

Un altro comportamento indicativo potrebbe essere quello di trascorrere tanto tempo a guardare fuori dalla finestra, senza mostrare segni di noia, e anzi facendo delle domande di tanto in tanto.

Se  ti sembra che tuo figlio corrisponda alla descrizione, commenta questo articolo descrivendo dei suoi comportamenti significativi: ti faremo sapere se si tratta effettivamente del talento di osservare.

Puoi anche fare una piccola GARA DI OSSERVAZIONE genitori-figli per valutare i vostri Talenti nell’osservare,  UTILISSIMA ANCHE PER MIGLIORARE I PROCESSI LEGATI ALL’ATTENZIONE.

Mentre camminate lungo una strada, contate a turno fino a dieci: chi non sta contando si concentra ad osservare un tratto della via precedentemente  concordato. Terminato il conteggio, il giocatore dovrà abbassare lo sguardo (o, se possibile, fermarsi e chiudere gli occhi) e gli altri partecipanti gli pongono delle domande su ciò che è visibile nel tratto di strada concordato. Ogni domanda vale un punto e si cambia turno dopo 4 o 5 risposte. Naturalmente, il più brillante osservatore della famiglia è chi avrà  il maggior numero di risposte.  Prestate attenzione a cambiare ogni volta il tratto di strada da osservare (il tratto viene  scelto da chi fa le domande).

Questo gioco è da provare in caso di ADHD, iniziando con il  conteggio fino a 10, e aumentando progressivamente il tempo dedicato all’osservazione.

Cosa c’è di potente nel talento di OSSERVARE

Il talento di osservare e di fare domande, segnala l’attitudine al pensiero fuori dagli schemi e quindi può essere la premessa per trovare soluzioni brillanti in diversi contesti.

Chi è portato ad osservare, può progressivamente imparare a usare questa abilità nello studio, ad esempio guardando con attenzione una piantina del libro di storia e riuscendo a memorizzarne brillantemente i contenuti…

Se l’area di forza dell’osservazione si rivolge alle persone, il ragazzo potrà essere allenato a comprendere le reazioni emotive delle persone, creando le premesse per una robusta abilità relazionale.

Come puoi valorizzare qfotocarte2uesto talento in famiglia nella vita di ogni giorno

Valorizzare un talento significa riconoscerne l’utilità gratificandone il ‘proprietario’, sia a tu per tu sia di fronte ad altri membri della famiglia e agli amici.

 

 

Ecco alcuni esempi pratici.

Premessa: Ogni ‘attività’ portata a termine andrà premiata con complimenti spontanei e con un ringraziamento per l’aiuto fornito.

Entrate in un nuovo supermercato, avete poco tempo: affida a tuo figlio il compito di andarti a cercare uno specifico prodotto (lui probabilmente avrà osservato che i supermercati organizzano la merce in modi abbastanza simili, e saprà orientarsi). Fagli i complimenti se ci riesce, e ancora di più se ci riesce in poco tempo.

Prima di uscire per fare compere,  fagli vedere una ricetta e una volta raggiunti i negozi, fatti aiutare a ricordare tutti gli ingredienti necessari. Fagli capire che ti ha dato un aiuto prezioso evitandoti delle dimenticanze.

Siete al mercato, chiedi a tuo figlio se si ricorda dov’era un banco particolare (che tu avrai appositamente memorizzato passandoci davanti) e naturalmente fagli i complimenti se se lo ricorda.

Ancora al supermercato: prendi due prodotti simili (es. due confezioni di tab per lavastoviglie) e affidagli il compito di trovare le differenze (prezzo/quantità) facendogli decidere qual è più conveniente. Tu allontanati e quando torni vedi se ha ragionato correttamente. Se non dagli delle dritte e riprova dopo qualche tempo.

In casa, fagli ritrovare una cosa che hai perso e che ti sta facendo disperare e perdere tempo. In macchina, fagli fare da navigatore tornando da un posto (avrà osservato qualcosa nel viaggio di andata). Nel parcheggi coperti in cui è facile perdersi,  fatti aiutare a ritrovare l’auto… e così via.

 

Cosa s4uccede se trascuri il talento di “OSSERVARE”. Come rimediare in poche mosse.

Un ragazzo che osserva e fa domande, ma riceve sistematicamente  poche risposte, magari frettolose, potrebbe progressivamente ‘spegnare’ la sua curiosità. Oppure perdersi nel suo mondo, senza che tu possa più raggiungerlo.

Ecco perché è così importante trovare applicazioni pratiche nella vita di tutti i giorni, e fargli sentire che questa sua area di forza è  un valore per tutti i componenti della famiglia.

 

Come usare questo talento per personalizzare il metodo di apprendimento di tuo figlio…

Arrivati a questo punto scommetto che ti sono già venute delle idee.

Ti faccio un paio di esempi ispirati alla mia esperienza di lavoro sui metodi personalizzati e sulla metacognizione (arte di rafforzare i processi mentali), e ti invito a commentare questo articolo dando anche delle tue proposte, che potrebbero essere utili ad altri genitori.

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Esempio 1: usare il talento di osservare in matematica

Prima di affrontare un nuovo argomento, suggerisci a tuo figlio di andare su internet e cercare  su youtube/google un esercizio simile a quello che deve svolgere per compito. Osservando l’esempio sarà veloce nell’applicarlo al suo compito.

 

Esempio 2: usare il talento di osservare in storia/geografia

Prima di  iniziare a studiare un capitolo, suggerisci a tuo figlio di osservare tutte le immagini, i titoli dei paragrafi e le didascalie. Fagli subito ripetere ciò che ricorda al temine di questa osservazione. Vedrai come sarà contento di ‘sapere’ già in parte la lezione senza avere nemmeno iniziato a leggerla!

 

Vuoi altri esempi? Faccelo sapere commentando o scrivendo a info@freenautabar.it

Ti aspettiamo tra due due settimane con un talento davvero inaspettato.

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meditazioneper lo studio

Meditazione per quando non hai voglia di studiare

Questo esercizio è per ragazzi e genitori che non hanno mai meditato in vita loro.

E’ pensato per quando hai davanti un pomeriggio di studio, con delle materie impegnative, e ti senti un po’ svogliato.

 

Puoi farlo da solo, con gli amici con cui fai i compiti o con i tuoi gentiori o con chi ti aiuta nello studio.

 

Grazie al respiro e alla visualizzazione del “cactus” (ma non mi fare anticipare troppe cose!!), potrai ritrovare anzitutto la calma, sentirti più lucido, e anche scoprire una determinazione che non pensavi di avere.

Prova per qualche giorno di seguito, e poi potrai fare da solo, ed eseguire la tecnica, in una versione più breve, anche a scuola prima di una verifica (ti basta trovare un posto tranquillo, va bene anche il bagno!) o prima di una partita o di una gara del tuo sport preferito.

Utile anche per i tuoi genitori: invitali a provare se li vedi nervosi o preoccupati per il lavoro.

Nel video ho dimenticato di dire che è meglio se svolgi l’esercizio in piedi, togliendo le scarpe, indossando delle calze di cotone in modo da non avere freddo, e che dovrai spegnere cellulari e altre fonti di distrazione.

 

 

Buon… viaggio dentro di te!

 

Se ti è piaciuto l’articolo, iscriviti alla newsletter gratuita:

 

d.ssa Paola Ricca – Ideatrice del metodo FreeNauta’s

 

L’intelligenza si mette in… Mappa

Colloqui con gli insegnanti: 5 mosse per fare la differenza

cactus

Tempo di colloqui a scuola: ecco alcuni suggerimenti per sfruttare l’occasione per aiutare tuo figlio, senza perderci la testa.

  1. Ascoltare… e raccogliere indizi

Spesso i genitori si siedono in nervoso silenzio davanti al docente, aspettando il verdetto.

Tu puoi usare meglio il tempo del colloquio, facendo delle domande mirate a capire il profilo di tuo figlio, visto dal punto di osservazione dell’insegnante. A scuola lui mette in luce aspetti che a casa potrebbero essere per te poco o per nulla visibili.

Parlando dei risultati, puoi fare delle domande per capire se tuo figlio dispone di un metodo di studio efficace. Questo spingerà il docente a darti un quadro più analitico della situazione e non il classico “non si impegna abbastanza”, “è poco partecipe” ecc.

Un altro vantaggio del fare domande è legato al passo n.2 : facendo domande potrai meglio valutare l’attitudine dell’insegnante verso tuo figlio, e le sue aspettative e priorità didattiche.
Spesso i ragazzi si convincono di essere poco stimati (o persino presi di mira) da un docente: ma tu potrai aiutare tuo figlio a smantellare questa opinione se potrai citare commenti dell’insegnante del tipo ” ho notato che si impegna molto nei lavori di gruppo”, oppure “ha avuto ottime idee nei laboratori”, ecc.

Inoltre capire cosa l’insegnante considera importante, ti aiuta a capire con quale metodo tuo figlio dovrà affrontare quella materia in questa parte finale dell’anno.

 

2.  A casa con tuo figlio, il punto di partenza

Torni a casa dopo il colloquio e cosa fai? Prepari la cena, spegni la TV, sequestri il tablet, ecc. E poi? Il colloquio con i docenti va riportato a tuo figlio, prendendosi il tempo e la serenità adeguati, non appena possibile, e in termini quanto più possibile accurati. Senza omissioni o ‘traduzioni’. 

E poi la parte più importante. Non parlare solo tu. Chiedi a lui cosa ne pensa e cosa ritiene sia successo per arrivare a questo punto. Il tuo ruolo fondamentale, anche qui, non è parlare ma ascoltare.

Le risposte di tuo figlio vanno catalogate in base alla tipologia di causa che lui identifica come origine del suo risultato.

  • Se trova cause esterne a lui (es “il prof mi ha preso in antipatia”, “la maestra è severa/spiega male”), il percorso da fare sarà più lungo e va iniziato subito.
  • Se invece attribuisce i suoi risultati non ottimali a cause interne a lui (ad esempio riconosce di aver dedicato poco tempo allo studio o agli esercizi), siamo già a metà strada verso la soluzione.

Nel primo caso  (cause esterne), sarà utile, come dicevamo poco fa, portare dei contro-esempi tratti dal colloquio con l’insegnate per dimostrare che questa presunta ostilità è forse principalmente un alibi, e orientare tuo figlio a trovare cause più interne, e quindi più modificabili.
E se poi fosse vero che un’insegnante è severa e esigente, si tratta di qualcosa che non può essere modificato da noi: come genitore potrai quindi aiutare tuo figlio a immaginare cosa lui può fare di diverso per gestire meglio la situazione esistente (ad es. cambiare il metodo di studio della materia?).

 

3. La strategia, da dove si parte?

Se il problema è una singola materia, fai al più presto una sessione di studio con tuo figlio per valutare qual è il suo metodo.
Potrai così aiutarlo a paragonare il suo metodo con le aspettative dell’insegnante emerse durante il colloquio.

Ho visto personalmente ragazzi invertire dei voti bassissimi (3 o 4) di fisica o matematica, lavorando con me per  pochi pomeriggi di studio strategico, perché avevano finalmente capito “come si fa”.

Se invece il problema è più generalizzato, la strategia consiste nel cercare per primi risultati che ragionevolmente sono più accessibili.

Iniziare a portare a casa dei primi riscontri e poi affrontare i temi più ostici. Occorrerà chiaramente valutare caso per caso.

Nella mia esperienza una strategia spesso efficace è quella di partire dal recupero di matematica.
In pochi pomeriggio di studio metacognitivo (cioè con forte comprensione di come funziona la mente nell’apprendimento della matematica), si può portare a casa sia un recupero sulla materia stessa, sia una maggiore autostima e motivazione per affrontare le altre materie.

 

4. Cerca di mantenere il controllo. Resta nel QUI E ORA.

E’ naturale per un genitore preoccuparsi di fronte allo spettro della bocciatura o del debito. Ma è poi così ‘nefasto’?  Conosco ragazzi brillantemente sopravvissuti alla ripetizione di un anno, anzi hanno avuto il tempo di maturare e fare il loro percorso in modo più consono a loro. Conosco però anche famiglie che hanno pesantemente subito lo stesso evento.
Cosa c’è stato di diverso nei due contesti? La capacità di mettere le cose in prospettiva.
I ragazzi hanno bisogno di affacciarsi al mondo del lavoro e degli adulti con interessi, passioni e competenza. Che ciò avvenga con un anno di preparazione in più, è pressoché indifferente nella prospettiva dei 3-4 decenni di lavoro che li aspetta.

E comunque non siamo ancora stati bocciati!

Rimani ad oggi, non farti portare in avanti (a giugno) dalla preoccupazione o indietro (ai mesi passati in cui non si è studiato abbastanza) dalle recriminazioni.
Adesso siamo in aprile e c’è ancora tutto il tempo per affrontare con metodo e con serenità la parte finale dell’anno.

 

5. Un’idea in più.

Hai parlato con tuo figlio e percepisci che si è davvero deciso a impegnarsi di più: sappi che non potrà ottenere risultati nuovi se continuerà ad usare il suo vecchio metodo, quello che ha usato fino ad ora.
Perchè allora non suggerigli di iniziare a usare qualche nuovo strumento, da sperimentare fino a che non avrà trovato quello adatto al suo stile di apprendimento? Eccoti alcune idee, differenziate in base allo stile di apprendimento prevalente di tuo figlio (se non conosci il suo stile, contattami e ti farò avere un test di autovalutazione).

  • Stile Visivo: mappe, schemi, uso di filmati su internet, realizzazione di presentazioni power point al posto di lunghe -spesso noiose- ricerche,
  • Stile Auditivo: registrare la propria voce mentre si studia e si ripete, organizzare a una discussione/tavola rotonda di famiglia sulla lezione studiata, invece di ripetere semplicemente la lezione
  • Stile Cinestetico: drammatizzare (trasformare in recita) una lezione, un evento storico, ripetere un brano camminando ai giardini, realizzare un problema o una dimostrazione di geometria con cartoncini colorati.

Ciascuna di queste idee, e mille altre, potranno essere realizzate tutti insieme, in un fine settimana in famiglia.
Perché per iniziare un nuovo periodo con la scuola ogni ragazzo ha bisogno di avere accanto gli alleati più preziosi, i genitori.