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meditazioneper lo studio

Meditazione per quando non hai voglia di studiare

Questo esercizio è per ragazzi e genitori che non hanno mai meditato in vita loro.

E’ pensato per quando hai davanti un pomeriggio di studio, con delle materie impegnative, e ti senti un po’ svogliato.

 

Puoi farlo da solo, con gli amici con cui fai i compiti o con i tuoi gentiori o con chi ti aiuta nello studio.

 

Grazie al respiro e alla visualizzazione del “cactus” (ma non mi fare anticipare troppe cose!!), potrai ritrovare anzitutto la calma, sentirti più lucido, e anche scoprire una determinazione che non pensavi di avere.

Prova per qualche giorno di seguito, e poi potrai fare da solo, ed eseguire la tecnica, in una versione più breve, anche a scuola prima di una verifica (ti basta trovare un posto tranquillo, va bene anche il bagno!) o prima di una partita o di una gara del tuo sport preferito.

Utile anche per i tuoi genitori: invitali a provare se li vedi nervosi o preoccupati per il lavoro.

Nel video ho dimenticato di dire che è meglio se svolgi l’esercizio in piedi, togliendo le scarpe, indossando delle calze di cotone in modo da non avere freddo, e che dovrai spegnere cellulari e altre fonti di distrazione.

 

 

Buon… viaggio dentro di te!

 

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d.ssa Paola Ricca – Ideatrice del metodo FreeNauta’s

 

L’intelligenza si mette in… Mappa

Colloqui con gli insegnanti: 5 mosse per fare la differenza

cactus

Tempo di colloqui a scuola: ecco alcuni suggerimenti per sfruttare l’occasione per aiutare tuo figlio, senza perderci la testa.

  1. Ascoltare… e raccogliere indizi

Spesso i genitori si siedono in nervoso silenzio davanti al docente, aspettando il verdetto.

Tu puoi usare meglio il tempo del colloquio, facendo delle domande mirate a capire il profilo di tuo figlio, visto dal punto di osservazione dell’insegnante. A scuola lui mette in luce aspetti che a casa potrebbero essere per te poco o per nulla visibili.

Parlando dei risultati, puoi fare delle domande per capire se tuo figlio dispone di un metodo di studio efficace. Questo spingerà il docente a darti un quadro più analitico della situazione e non il classico “non si impegna abbastanza”, “è poco partecipe” ecc.

Un altro vantaggio del fare domande è legato al passo n.2 : facendo domande potrai meglio valutare l’attitudine dell’insegnante verso tuo figlio, e le sue aspettative e priorità didattiche.
Spesso i ragazzi si convincono di essere poco stimati (o persino presi di mira) da un docente: ma tu potrai aiutare tuo figlio a smantellare questa opinione se potrai citare commenti dell’insegnante del tipo ” ho notato che si impegna molto nei lavori di gruppo”, oppure “ha avuto ottime idee nei laboratori”, ecc.

Inoltre capire cosa l’insegnante considera importante, ti aiuta a capire con quale metodo tuo figlio dovrà affrontare quella materia in questa parte finale dell’anno.

 

2.  A casa con tuo figlio, il punto di partenza

Torni a casa dopo il colloquio e cosa fai? Prepari la cena, spegni la TV, sequestri il tablet, ecc. E poi? Il colloquio con i docenti va riportato a tuo figlio, prendendosi il tempo e la serenità adeguati, non appena possibile, e in termini quanto più possibile accurati. Senza omissioni o ‘traduzioni’. 

E poi la parte più importante. Non parlare solo tu. Chiedi a lui cosa ne pensa e cosa ritiene sia successo per arrivare a questo punto. Il tuo ruolo fondamentale, anche qui, non è parlare ma ascoltare.

Le risposte di tuo figlio vanno catalogate in base alla tipologia di causa che lui identifica come origine del suo risultato.

  • Se trova cause esterne a lui (es “il prof mi ha preso in antipatia”, “la maestra è severa/spiega male”), il percorso da fare sarà più lungo e va iniziato subito.
  • Se invece attribuisce i suoi risultati non ottimali a cause interne a lui (ad esempio riconosce di aver dedicato poco tempo allo studio o agli esercizi), siamo già a metà strada verso la soluzione.

Nel primo caso  (cause esterne), sarà utile, come dicevamo poco fa, portare dei contro-esempi tratti dal colloquio con l’insegnate per dimostrare che questa presunta ostilità è forse principalmente un alibi, e orientare tuo figlio a trovare cause più interne, e quindi più modificabili.
E se poi fosse vero che un’insegnante è severa e esigente, si tratta di qualcosa che non può essere modificato da noi: come genitore potrai quindi aiutare tuo figlio a immaginare cosa lui può fare di diverso per gestire meglio la situazione esistente (ad es. cambiare il metodo di studio della materia?).

 

3. La strategia, da dove si parte?

Se il problema è una singola materia, fai al più presto una sessione di studio con tuo figlio per valutare qual è il suo metodo.
Potrai così aiutarlo a paragonare il suo metodo con le aspettative dell’insegnante emerse durante il colloquio.

Ho visto personalmente ragazzi invertire dei voti bassissimi (3 o 4) di fisica o matematica, lavorando con me per  pochi pomeriggi di studio strategico, perché avevano finalmente capito “come si fa”.

Se invece il problema è più generalizzato, la strategia consiste nel cercare per primi risultati che ragionevolmente sono più accessibili.

Iniziare a portare a casa dei primi riscontri e poi affrontare i temi più ostici. Occorrerà chiaramente valutare caso per caso.

Nella mia esperienza una strategia spesso efficace è quella di partire dal recupero di matematica.
In pochi pomeriggio di studio metacognitivo (cioè con forte comprensione di come funziona la mente nell’apprendimento della matematica), si può portare a casa sia un recupero sulla materia stessa, sia una maggiore autostima e motivazione per affrontare le altre materie.

 

4. Cerca di mantenere il controllo. Resta nel QUI E ORA.

E’ naturale per un genitore preoccuparsi di fronte allo spettro della bocciatura o del debito. Ma è poi così ‘nefasto’?  Conosco ragazzi brillantemente sopravvissuti alla ripetizione di un anno, anzi hanno avuto il tempo di maturare e fare il loro percorso in modo più consono a loro. Conosco però anche famiglie che hanno pesantemente subito lo stesso evento.
Cosa c’è stato di diverso nei due contesti? La capacità di mettere le cose in prospettiva.
I ragazzi hanno bisogno di affacciarsi al mondo del lavoro e degli adulti con interessi, passioni e competenza. Che ciò avvenga con un anno di preparazione in più, è pressoché indifferente nella prospettiva dei 3-4 decenni di lavoro che li aspetta.

E comunque non siamo ancora stati bocciati!

Rimani ad oggi, non farti portare in avanti (a giugno) dalla preoccupazione o indietro (ai mesi passati in cui non si è studiato abbastanza) dalle recriminazioni.
Adesso siamo in aprile e c’è ancora tutto il tempo per affrontare con metodo e con serenità la parte finale dell’anno.

 

5. Un’idea in più.

Hai parlato con tuo figlio e percepisci che si è davvero deciso a impegnarsi di più: sappi che non potrà ottenere risultati nuovi se continuerà ad usare il suo vecchio metodo, quello che ha usato fino ad ora.
Perchè allora non suggerigli di iniziare a usare qualche nuovo strumento, da sperimentare fino a che non avrà trovato quello adatto al suo stile di apprendimento? Eccoti alcune idee, differenziate in base allo stile di apprendimento prevalente di tuo figlio (se non conosci il suo stile, contattami e ti farò avere un test di autovalutazione).

  • Stile Visivo: mappe, schemi, uso di filmati su internet, realizzazione di presentazioni power point al posto di lunghe -spesso noiose- ricerche,
  • Stile Auditivo: registrare la propria voce mentre si studia e si ripete, organizzare a una discussione/tavola rotonda di famiglia sulla lezione studiata, invece di ripetere semplicemente la lezione
  • Stile Cinestetico: drammatizzare (trasformare in recita) una lezione, un evento storico, ripetere un brano camminando ai giardini, realizzare un problema o una dimostrazione di geometria con cartoncini colorati.

Ciascuna di queste idee, e mille altre, potranno essere realizzate tutti insieme, in un fine settimana in famiglia.
Perché per iniziare un nuovo periodo con la scuola ogni ragazzo ha bisogno di avere accanto gli alleati più preziosi, i genitori.

 

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A Genova AIF propone metacognizione e mappe mentali

visual thinking freenauta's formazione

 

Si è svolto l’8 Marzo , l’incontro patrocinato da AIF Delegazione Liguria, e dedicato a Metacognizione e Mappe mentali.

 

In questo link trovate le slide del corso tenuto dalla d.ssa Paola Ricca e ispirato al metodo FreeNauta’s di Metacognizione e Visual Thinking.

Se andate alle ultime pagine della presentazione, troverete degli esempi di mappe concettuali realizzate da dei ragazzi, potete allenarvi a vedere se voi le fareste diversamente. Inoltre trovate 4 mosse per fare fare le mappe spontanee ai vostri ragazzi,

Ed ecco infine anche le immagini delle mappe mentali realizzate in diretta.

 

 

 

FreeNauta’s. L’intelligenza si mette in …. Mappa

 

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L’Apprendimento per l’Università con il Metodo FreeNauta’s

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A CHI SERVE

Il metodo di Apprendimento Sistemico unisce neuroscienze e didattica meta-cognitiva ed è rivolto allo studente e all’adulto che vogliono:

  • crearsi un proprio metodo di studio e di apprendimento efficace, organico e stimolante,
  • affrontare esami e ottenere un titolo di studi o una laurea o una abilitazione professionale, con soddisfazione e mantenendo equilibrio e felicità.

Ecco alcuni esempi pratici in cui è utile: per imparare più velocemente e ricordare più a lungo i contenuti di un esame di abilitazione o specializzazione professionale, quando vuoi risparmiare tempo e fatica, se vuoi apprendere in poco tempo un nuova disciplina e o accelerare i tuoi tempi di laurea.

In ognuna di queste situazioni, infatti, il tempo è un fattore chiave, e l’apprendimento sistemico punta non solo a ridurre i tempi di apprendimento (favorendo i fattori che impattano sulla tua performance cognitiva), ma anche a ridurre i tempi della fase del ‘ripasso’ attraverso la sinergia tra diversi strumenti di memorizzazione dei contenuti, che ti aiutano a richiamare gli apprendimenti quando ti sarà utile o richiesto.

Ho utilizzato questo metodo, nella sua versione embrionale, fin dall’università, laureandomi a 22 anni (in economia con il vecchio ordinamento) e perfezionandolo negli anni attraverso l’uso congiunto delle Mappe e di tutti gli strumenti di apprendimento sistemico (vedi questa pagina per conoscerli tutti).

OBIETTIVI FORMATIVI

Il percorso ti fa conoscere il modo in cui avviene l’apprendimento, e i meccanismi e fattori che lo influenzano: emergono i vantaggi di integrare emisfero destro e sinistro, l’impatto delle emozioni potenzianti e limitanti, molti spunti per gestire e integrare i vari fattori in modo costruttivo e per riuscirci rapidamente e intuitivamente.

Permette inoltre  di comprendere i meccanismi attivatori della motivazione, in modo da favorire il raggiungimento degli obiettivi.

Offre un vantaggio competitivo incalcolabile a chiunque voglia imparare ad apprendere, per oggi e per il futuro, in modo innovativo e molto efficace.

 

QUALI SONO I BENEFICI

  • Imparare nuovi metodi di apprendimento basati su intuizione, memoria e immaginazione
  • Imparare ad attivare in modo congiunto l’emisfero destro e quello sinistro: raddoppiando la nostra efficacia
  • Aumentare e stabilizzare la motivazione all’apprendimento
  • Crearsi un proprio metodo su misura, tarato sul proprio personale stile di apprendimento
  • Capire come emozioni, stati d’animo e corpo influenzano i risultati di apprendimento e imparare a servirsene durante gli esami e in tutti i momenti utili
  • Ottenere migliori risultati in minor tempo, e con maggiore equilibrio personale

COSA LO RENDE EFFICACE

Come Formatrice Professionista e Executive Coach con doppio livello di certificazione ICF lavoro abitualmente nel  mondo della formazione degli adulti ed in particolare dei manager, che sono spesso distratti dalle tante pressioni e responsabilità. Proprio per loro ho iniziato a strutturare un metodo ispirato alle neuroscienze, alle mappe mentali e concettuali, alla forza delle metafore e delle immagini, che permettesse a chi lotta di continuo contro il tempo di apprendere velocemente e memorizzare a lungo.

Io applico su di me il metodo da sempre (mi sono laureata in economia con il vecchio ordinamento a 22 anni, meno del 5% delle persone ci mette così poco).

Ti mostrerò come creare subito Mappe Mentali e Concettuali studiate per farti apprendere a colpo d’occhio con un metodo di studio su misura.

Come Coach ti offro anche strumenti indispensabili per la tuo motivazione e la consapevolezza dei tuoi punti di forza e ti preparo a usarli per creare piani d’azione che ti portino a raggiungere i tuoi obiettivi di formazione. Approfondiremo la consapevolezza delle tue cosiddette aree ‘deboli’: in alcuni casi si tratta di falsi difetti che possono essere convertiti in opportunità.

Grazie all’uso di Mappe Mentali specifiche, scoprire il metodo FreeNauta’s è semplice e veloce: imparerai “a colpo d’occhio”.

Tramite il percorso verrai a conoscenza di 12 strumenti di apprendimento sistemico da provare su di te e da personalizzare, e potrai poi usarli in autonomia per sempre.

COME AVVIENE IL PERCORSO

Il percorso prevede 9 ore di consulenza personalizzata (di persona o via Skype) in cui il coach verifica il metodo di studio e lo stile di apprendimento del protagonista e propone gli strumenti di apprendimento sistemico più adatti, per ottimizzare, senza mai stravolgere, il metodo già usato.

Se sei incuriosito, contattaci per qualsiasi domanda

Scopri uno dei segreti dei Percorsi: perchè motivano così tanto?

Questo articolo è stato scritto pensando a un genitore curioso, che ama approfondire.

Al quale interessa conoscere i messaggi metacognitivimappe FreeNauta's che un ragazzo ricevere durante un percorso di apprendimento personalizzato.

In questo articolo non parleremo quindi di mappe, di come farle per studiare matematica, storia, o altro.

In questo articolo cercherò di farti intuire l’approccio sistemico di un percorso FreeNauta’s.

Il metodo parte infatti dal presupposto che la mente è sistemica, quindi non procede in modo lineare.

Non è una scatola da riempire ma un meccanismo perfetto da costruire ogni giorno. 

Ecco quindi alcuni dei contenuti ‘non tecnici’ che ogni ragazzo, dalle primarie alle superiori, impara e assorbe durante il percorso.
Ed ecco anche perchè risulta così motivante e coinvolgente per i partecipanti.

Vogliamo fare spazio alla capacità di apprendere, di essere curiosi, di scoprire, che è innata nell’essere umano.

E per farlo teniamo conto della motivazione, delle emozioni e del modo di ragionare dei ragazzi.

Considerare un solo aspetto sarebbe perdente. E noi, quando ci sono in gioco i ragazzi, vogliamo fare ogni cosa possibile per vincere.

 

Leggi l’articolo completo

 

 

Facciamo insieme una mappa… per capire con le neuroscienze come tuo figlio vive la scuola

Ecco come realizzare la tua prima mappa per la scuola spontanea ed efficace.

(e nel frattempo… scopriamo alcune nozioni base delle neuroscienze).

PASSO ZERO: USA LA VISUALIZZAZIONE PER USARE BENE IL TUO OBIETTIVO-BUSSOLA

mappe per la scuola freenauta

Questo passaggio non riguarda la mappa scuola nello specifico, ma la metacognizione in generale.

Talvolta il linguaggio che usi non è ottimale per raggiungere il tuo obiettivo-bussola.

Le parole creano la realtà, perciò è importante usarle in modo funzionale a creare il futuro che desideri.

Ecco perchè è importante iniziare con qualche piccola, ma importante, ‘revisione’ lessicale.

Invece di dire tuo figlio non va bene a scuola, è utile riformulare così: “ad oggi non ho ancora trovato ciò che renderà la scuola un’esperienza piacevole per mio figlio”.

Passiamo da una situazione negativa con causa esterna a te (tuo figlio che non va bene a scuola….) e descritta come non modificabile (il tempo al presente), a una situazione con causa interna (sei tu che ancora non hai  trovato…) e modificabile (trovando la strategia adatta). Le cause interne a noi e modificabili ci spronano e ci motivano ad agire.

Inoltre, prova a rileggere le due frasi e a visualizzare ogni frase per qualche secondo. Come noterai, con la seconda hai descritto un risultato positivo (trovare ciò che rende la scuola positiva).

L’immagine mentale che corrisponde a questa idea, ti attrae e ti spinge a saperne di più, non ti pare? E’ importante che il tuo obiettivo-bussola ti ispiri e ti dia energia. Se non risponde a questi criteri, il trucco di metacognizione è… modificare l’obiettivo.

Adesso che abbiamo definito il nostro obiettivo, scegliamo uno strumento.

“Non  ti chiedere se tuo figlio ha i numeri per farcela. Dai per scontato che li abbia.

Spendi le tue energie per capire tutto ciò che puoi  fare tu per aiutarlo a mettere in luce il suo potenziale.”

PASSO 1: CREARE UNA MAPPA SCUOLA SIGNIFICA SELEZIONARE

Come puoi disegnare questa “mappa scuola”? Prendi un foglio bianco senza righe e quadretti, che distraggono e imprigionano. Io preferisco prenderlo orizzontalmente, fai qualche prova per scoprire cosa preferisci.

Inizia con gomma, matita. Creati uno spazio di lavoro ordinato senza cose che possano distrarti. Quando sarai più sicuro passerai a penne con tratto morbido, e scorrevole. E aggiungerai i colori (con metodo).

Facciamo insieme un esempio di mappa scuola, relativa a tuo figlio. L’argomento della mappa è: “come tuo figlio vive la scuola”.

Ora scegliamo un obiettivo specifico della mappa. Perché la stai facendo? Cosa desideri ottenere nello specifico? In che modo la mappa ti aiuta nel tuo obiettivo generale, visto sopra.

Dato che esporre facilita l’apprendimento, ti suggerisco come obiettivo specifico di questa mappa quello di:  “farla vedere a mia moglie/marito per esplorare insieme questo nuovo metodo per aiutare nostro figlio”.

Anzitutto raccogli e scrivi su un foglio le parole chiave che rappresentano il modo in cui tu figlio vive la scuola. Io di solito le metto su una colonna a sinistra, una sotto l’altra.

Non mettere le tue parole chiave, prova a domandarle a lui. A cosa associa la scuola? Ansia, tensione, noia, paura di essere messo in imbarazzo. Non fermarti lì. Ci saranno anche… risate coi compagni, momenti di felicità quando “si scampa” a un brutto voto, la soddisfazione di un complimento dell’insegnante, l’avere fatto una cosa che ad altri non riesce, la curiosità, la scoperta.

PASSO 2: RAGGRUPPARE, ORGANIZZARE, SELEZIONARE, SEMPLIFICARE

Ecco osserva ora queste liste di parole. Prova a raggrupparle, e a organizzarle un po’. Togli i duplicati e seleziona le parole più importanti. Ora osservale.

Come vedi non ci sono solo aspetti razionali, da emisfero sinistro del cervello, legati alla logica o al ragionamento.

Ci sono anche emozioni e sensazioni, che attivano l’emisfero destro.

E allora possiamo trarre la prima conclusione di tipo metacognitivo:

  1. per capire l’argomento “scuola e tuo figlio”, non basta l’emisfero sinistro: ti perderesti gran parte del contenuto di ciò che stai studiando.
  2. le emozioni hanno un impatto sul risultato cognitivo: quindi per fare riavvicinare tuo figlio alla esperienza della scuola con entusiasmo, occorre conoscere il loro ruolo metacognitivo. Le emozioni che tuo figlio prova verso la scuola, ad esempio, contribuiscono alla memoria e quindi alla performance.

PASSO 3: comprendere che la MENTE E’ SISTEMICA: ogni parte lavora con le altre

mappePensaci un momento, capita a tutti. Quando il cervello è in ansia (la parte bassa, guidata dall’amigdala, sta segnalando un pericolo) non riesce ad accedere alle informazioni che ha già immagazzinato (nella parte alta, prefrontale). Ed ecco che un pomeriggio di studio… può finire in una verifica insufficiente, anche se “a casa la sapeva la lezione”….

Perché accade ciò?

La mente è sistemica, e perciò lavora integrando le sue diverse parti. Quindi per cogliere dei buoni frutti dallo studio va considerato il sistema nel suo complesso: emozioni e nozioni, ragionamento e intuizione.

Puoi ora inserire nella tua colonna di parole chiave della tua “Mappa Scuola”, anche  “Mente Sistemica”.

Occorre quindi avere dei metodi per …  dare maggiore armonia al lavoro delle diverse parti del “Sistema Mente”. Come fare?

PASSO 4 – IL CAPOSALDO DEL METODO: PERSONALIZZAZIONE

Se fai realizzare due mappe dello stesso argomento a due persone diverse, ottieni due risultati diversi: perché diverso è l’impatto delle diverse aree della mente sul contenuto preso in esame. Uno vivrà l’argomento in modo più emotivo, l’altro in modo più razionale. Ognuno coglierà aspetti diversi, si immedesimerà con un aspetto o un altro, farà delle associazioni differenti ecc. Ecco perché il mio metodo porta ogni studente a creare le sue “Mappe Mentali Personalizzate”.

Ne deriva che

non occorre sforzarci di imparare a fare la Mappa “come mi ha detto l’insegnante o il libro”: vogliamo imparare a fare una Mappa “come è più utile a me”.

Collega le parole chiave che hai individuato attraverso frecce, linee, schemi, che ti aiutino a visualizzare le relazioni tra i diversi passaggi.

La visualizzazione sarà tua personale, lasciati la libertà di esprimerti.

PASSO 5- RELAZIONI DI CAUSA E EFFETTO

Dedica l’attenzione di un investigatore privato alla creazione delle relazioni di causa e effetto. 

Supponiamo che tra le parole chiave per descrivere la scuola, tuo figlio metta tranquillità. Come si collega alle altre? Ad esempio a quali materie? Chiedilo a tuo figlio. E cerca di capire la relazione tra emozioni e risultati.

Sappi che è normale che tuo figlio si senta più attratto dalle materie in cui riesce meglio. Lo possiamo chiamare il ciclo dell’autoefficacia. Mi accorgo che ci riesco>>>mi applico>>> ci riesco sempre meglio.

Ora che hai scoperto questa relazione di causa>>> effetto non ti resta che aiutare tuo figlio a ottenere una prima sensazione di efficacia anche nelle materie in cui riesce meno bene. Questo è ad esempio un approccio molto usato dai noi tutor dell’apprendimento. E con un po’ di pratica puoi riuscire anche tu.

PASSO 6: AZIONE! Fare qualcosa di nuovo per creare una nuova percezione

shutterstock_309774686Il tuo primo obiettivo è fare vivere a tuo figlio la sensazione di … ‘ci sto riuscendo’.

Puoi usare le sue aree di forza.

Dalle parole chiave avrai compreso le sue propensioni ossia cosa genera l’entusiasmo e i risultati migliori di tuo figlio.

Potrai quindi creare delle occasioni per abbinare questa area di forza alla materia di studio che gli piace meno.

Ad esempio se a lui piace scoprire e fare domande (e non dirmi che questo non è un talento invidiabile!), cosa potresti fare?

Ecco due idee da provare subito:

  • cercare i dei fatti curiosi e insoliti relativi alla materia su cui vuoi lavorare, e faglieli conoscere quando meno se lo aspetta, magari mentre state cenando o siete in macchina.
  • se dice che la matematica è noiosa, inventati una caccia al tesoro con i segreti della matematica come indizi per il tesoro.

Ricorda: tutto può cambiare, se conosci la mente sistemica e sai usare i punti di forza di tuo figlio.

PASSO 7: FIDATI DELLE TUE MAPPE SPONTANEE!

La metacognizione ci insegna che fare cose nuove significa attivare nuovi neuroni, che, non appena attivati, si collegheranno tra loro.

Di fatto, quindi, facendo una cosa nuova, abbiamo il potere di riplasmare il nostro cervello. E tuo figlio potrà, scoprendo una nuova nuova esperienza per la materia che fino a ieri ha trovato noiosa,  cambiarne la percezione.

Untitled design (19)Mettiamo tutto insieme.

creare una “Mappa Spontanea” è utile perché avere un vero apprendimento (ossia evitando di studiare a ‘pappagallo’, ma facendo propri i contenuti) significa entrare in relazione soggettiva con ciò che si studia, e ognuno di noi ha un suo modo per farlo, che passa attraverso tutti gli ambiti della “Mente Sistemica”:

  • si studia con ragionamento e linguaggio, propri dell’emisfero sinistro,
  • con le intuizioni, le storie personali e la creatività dell’emisfero destro,
  • si viene facilitati dall’assenza di emozioni come ansie e paura

Chiaramente questo processo va un po’ allenato, puoi farlo in un percorso individuale o con i nostri laboratori di gruppo, nati per aiutarti nella tua nuova sfida:

fare avere a tuo figlio delle mappe utili, affinché il suo talento percorra molte strade nuove.

Scopri di più sul metodo FreeNauta’s e su come averlo per tuo figlio, cliccando qui.