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Approfondimento Esclusivo per i Membri: i Talenti orientati alla riflessione su di sè

CONTENUTO SPECIALE PER I MEMBRI FREENAUTA CHE HANNO ALLARGATO LA NOSTRA COMMUNITY 

Ecco in 30 secondo l’anteprima di ciò che scoprirai:

  • Alcune caratteristiche generali dei talenti orientati alla riflessione su di 
  • 3 esempi di talenti della socializzazione: gratitudine, sintonia con il corpo, humor
  • Cosa ha di speciale in particolare il talento della gratitudine, tanto da essere considerato il più importante di tutti
  • Cosa succede quando questi talenti si manifestano in modo troppo intenso.

 

Quali sono i principali talenti orientati alla Riflessione Su di Sé e come individuarli

Ti  cito alcuni tra i principali: gratitudine, sintonia con il corpo, indipendenza, humor, onestà, intuitività, ottimismo.

Si tratta di talenti che mettono in campo la componente intrapersonale dell’intelligenza (secondo la classificazione di Gardner è una delle 9 intelligenze) e viene 17anche detta intelligenza interna dato che i suoi oggetti di interesse sono appunto orientati all’interno (comprensione e rispetto di se stessi).

Se sei incerta/o… in questo articolo puoi trovare i 3 criteri per stabilire se un dato tratto del carattere è realmente un’area di forza/talento o non è piuttosto un’abilità appresa.

Se invece tendi a pensare che tuo figlio sia ancora troppo piccolo per avere questo tipo di intelligenza, sappi che non ci sono limiti di età reali. Per accertarti che tu non stia sottovalutando qualche caratteristica di tuo figlio puoi trovare in questo articolo i motivi che ci fanno sottovalutare le aree di forza.

Ecco alcuni elementi da osservare per identificare il gruppo delle aree di forza relative Riflessione su di Sé, che sono tratti dal Test FreeNauta sul Talento (Ti ricordo che puoi avere il test completo in omaggio se fai iscrivere 5 persone nella Community FreeNauta, scrivimi qui per maggiori info).

  • Ti piace riflettere sulle cose che ti succedono e che senti nel cuore e nel corpo?
Ti descrive perfettamente Ti descrive abbastanza bene Né sì né no Ti descrive poco Non ti descrive affatto

Sottolinea, tra  le frasi seguenti, quelle che ti descrivono: Passi del tempo a riflettere, sei a tuo agio quando stai da solo; in alcuni momenti della giornata resti seduto a pensare senza bisogno di iniziare subito un gioco o un’attività; sai dire qualche nome di emozione e sai descrivere come ti fanno sentire; ti capita di accorgerti di essere agitato o triste, o entusiasta o…;  sapresti trovare una parola per dire come ti senti in questo momento; se guardi un fumetto o un cartone senza audio sai indovinare come si sente il protagonista; quando hai mal di testa o mal di pancia a volte ti capita di sapere il perché (ad esempio hai mangiato troppo cioccolato…) anche se magari non ti va di ammetterlo; ti piace muoverti; provi volentieri nuovi sport.

Identikit talento per talento

Gratitudine:

Ti accorgi delle cose belle e positive della tua giornata anche quando si tratta di piccoli dettagli e eventi, provi entusiasmo anche per piccole novità o colpi di fortuna, un piccolo regalo ti fa contento anche per giorni, i giochi che amavi anni fa ti continuano a piacere, in vacanza fai spesso l’elenco delle cose che ti sono piaciute durante ogni giornata e lo ‘racconti’ a tutti, quando qualcosa va storto ti riprendi dopo un tempo abbastanza breve.

Si tratta del talento ritenuto il più importante… più sotto scoprirai il perché.

Sintonia con il Corpo:

Ti piace muoverti, provi ogni sport con entusiasmo, hai un buon coordinamento, sai mangiare in modo equilibrato sia nelle qualità sia nella quantità senza che un adulto ti sgridi o ti obblighi, bevi spesso, eviti di stare troppe ore senza fare la pipì, dormi regolarmente, quando ti accorgi di essere stanco vai a dormire senza fare troppe resistenze anche se vorresti restare ancora alzato, ti può capitare di rifiutare una merenda che ti piace moltissimo se ti senti ancora pieno dal pasto precedente, scegli da solo i tuoi vestiti in base al clima della giornata,ti piace il movimento e appena puoi ti muovi, sei ben coordinato per la tua età, provi con gioia nuovi sport, di solito ti senti energico e pronto all’azione anche se ti piace fermarti quando è il momento di riposarti.

Humor:

Ti piace fare ridere e divertire gli altri, fin da piccolo in famiglia ti piaceva raccontare delle storie che ritenevi divertenti o interessanti, ti capita spesso di far fare delle risate anche agli adulti, in classe e nella vita di tutti i giorni trovi spesso il lato divertente delle cose,  ti piacciono le scene divertenti di film e cartoni, ridi a lungo e di gusto, classifichi le persone (o i personaggi dei film, dei cartoni, ecc.) in base al fatto che ti facciano ridere oppure no e naturalmente preferisci le prime e le scegli spesso come amiche.

Gratitudine: ecco perché è la regina dei talenti

Per capire la straordinaria forza della gratitudine possiamo riferirci al lavoro di Martin Seligam,  il padre della Psicologia Positiva,  e di molti altri studiosi che hanno approfondito le cause che rendono le persone soddisfatte della loro vita.Da tali studi è emerso che è proprio la propensione alla Gratitudine a risultate il tratto distintivo di coloro che manifestano elevati livelli di benessere e di gioia di vivere, sia da ragazzi sia da adulti.

Nello specifico la Gratitudine sembra essere fonte di particolari vantaggi per gli adulti, persino nel mondo degli affari e del lavoro, perché, permettendo di non sottovalutare nessun aspetto positivo in ogni contesto, aiuta le persone ad evitare scelte affrettate e a mantenere un’elevata fiducia in sé e nelle proprie capacità anche nei momenti più critici.

Un altro elemento fondamentale di questo talento, è che esso è perfettamente allenabile, anche con semplici strumenti.

PUOI PROVARE QUESTO ESERCIZIO

In famiglia ogni sera provate a dedicare tutti insieme qualche minuto a elencare le 3 cose belle vissute da ogni membro della famiglia durante la giornata. Vale tutto: le uniche regole sono di non parlaremai di cose che sono andate male, e di non saltare mai l’appuntamento

Vedrete i risultati in termini di una diversa attitudine, più positiva e fiduciosa in ogni membro della famiglia già dopo un paio di settimane. E,sempre secondo gli esperti, avrete elevate probabilità di crescere figli con forte autostima e capacità di reagire bene agli altri e bassi della vita (resilienza).

Attenzione però! La Gratitudine, più di altri talenti, si trasmette con l’esempio: non aspettatevi che vostro figlio sviluppi questo atteggiamento se vi sente spesso lamentarvi del vostro lavoro o delle vostre difficoltà.

Cosa succede quando questi talenti si manifestano in modo troppo intenso.

Gratitudine:

Questo talento non esagera mai. E’ impossibile essere troppo grati così come è impensabile sentirsi troppo felici. L’unica cosa che può succedere è che altre persone ti considerino un po’ “strano”, particolare. In presenza di persone di questo tipo (poverine non sanno cosa si perdono), la cosa migliore è non esprimere sempre ad altra voce il tuo entusiasmo e positività. Puoi essere contento tra te e te, non occorre dirlo a chi non capirebbe.

Sintonia con il Corpo:

Anche in questo caso si tratta di un’attitudine tendenzialmente positiva, anche se a volte questo talento esagera e relega tutte le cose riguardano l’attività mentale nella lista delle cose noiose. Non è detto che una cosa che non prevede né movimento né un’attività fisica nè una sensazione corporea sia necessariamente noiosa. Cerca di tenere mente e corpo ben legati insieme: se diventano amici si aiuteranno a vicenda.

Humor:

Il tuo talento esagera spesso (secondo il punto di vista degli altri). I contesti i cui lo humor è apprezzato sono pochi, e certe persone proprio non amano divertirsi. Devi imparare a osservare le reazioni che ottieni quando cerchi di fare divertire le persone, e adattarti di conseguenza. Ognuno ha diritto, in fondo, a divertirsi quanto vuole. E poi, quasi sempre, insistendo finisci per metterti nei guai, dato che le persone con meno senso dell’umorismo sono spesso proprio le stesse che decidono le punizioni…

 

 

Continua col passaparola, non appena avrai coinvolto 5 tuoi amici potrai avere il test completo FreeNauta per valutare le principali aree di Talento di tuo figlio in omaggio. E con 3 persone avrai la Tavola del Talento…
Come sai è semplicissimo: ti basta fare l’ ‘inoltra’ di una qualsiasi delle email che ricevi nella newsletter FreeNauta.

 

 

Approfondimento Esclusivo per i Membri: i Talenti orientati alla socializzazione

CONTENUTO SPECIALE PER I MEMBRI FREENAUTA CHE HANNO ALLARGATO LA NOSTRA COMMUNITY

 

Ecco in 30 secondo l’anteprima di ciò che scoprirai:

  • Alcune caratteristiche generali dei talenti orientati alla socializzazione
  • 3 esempi di talenti della socializzazione: comunicatore, armonizzatore e guida
  • Cosa succede quando questi talenti si manifestano in modo troppo intenso.

 

Quali sono i principali talenti orientati alla socializzazione e come individuarli

Ti  cito alcuni tra i principali: comunicatore, armonizzatore, guida, gentilezza, cooperazione, individualizzatore, empatia.

Si tratta di talenti che mettono in campo la componente relazionale dell’intelligenza (anche detta intelligenza emotiva) e che sono orientati all’esterno (costruzione di legami e interazioni con gli altri).

Se sei incerta/o… in questo articolo puoi trovare i 3 criteri per stabilire se un dato tratto del carattere è realmente un’area di forza/talento o non è piuttosto un’abilità appresa.

Ecco alcuni elementi da osservare per identificare il gruppo delle aree di forza relative alla socializzazione, che sono tratti dal Test FreeNauta sul Talento (Ti ricordo che puoi avere il test completo in omaggio se fai iscrivere 5 persone nella Community FreeNauta, scrivimi qui per maggiori info).

  • Ti piace avere tanti amici e socializzare?
Ti descrive perfettamente Ti descrive abbastanza bene Né sì né no Ti descrive poco Non ti descrive affatto

Sottolinea, tra  le frasi seguenti, quelle che ti descrivono: Hai un gruppo di amici con cui ti vedi spesso; non tradiresti mai il tuo gruppo di amici; esci volentieri in gruppo; ti fa piacere fare parte di un gruppo; ti fa piacere organizzare delle cose da fare insieme o partecipare ad attività comuni; fai amicizia facilmente; ti piace frequentare ambienti nuovi in cui conosci poche persone.

Identikit talento per talento

Comunicatore:

Ami dire la tua in ogni situazione, ti accorgi se l’altra persona non ti ha capito, ci tieni a farti capire, pensi che potresti farti capire anche da chi parla una lingua che tu non conosci, non hai difficoltà a prendere la parola in pubblico e davanti a persone più grandi di te, ti piacciono i giochi con le parole, ti piace scoprire parole nuove,  parli con un linguaggio adeguato/più avanzato rispetto alla tua età.

Armonizzatore:

Ti spiace e ti fa sentire a disagio vedere due persone che litigano, ti accorgi spesso di sapere come fare andare d’accordo le persone, fai delle proposte per mettere d’accordo i tuoi amici quando discutono tra l’oro, non ami quando la gente urla e si arrabbia, trovi spesso modi per fare fare la pace agli altri, capisci che persone diverse possono avere idee diverse e sai trovare dei punti di incontro, quando due persone smettono di litigare grazie a te ti senti soddisfatto.

Guida:

Spesso i tuoi amici seguono le tue proposte, ti piace proporre cose da fare e nuove idee anche agli adulti, ti fa piacere quando le tue proposte vengono accolte, sei spesso il primo a metterti in moto quando si tratta di organizzare un’attività con il tuo gruppo di amici, molti si rivolgono a te per un consiglio, ti piace che le tue idee siano ascoltate, ti piace dare suggerimenti persino quando non ti sono stati chiesti apertamente e anche a ragazzi più grandi di te o agli  adulti, ragazzi e bambini più piccoli di te seguono le tue proposte senza che tu debba sforzarti molto per convincerli, anche se vi siete appena conosciuti.

 

Cosa succede quando questi talenti si manifestano in modo troppo intenso.

Comunicatore:

Il tuo talento ha bisogno di essere allenato a non esagerare se ti succedono cose come: farti riprendere in classe perché parli troppo mentre a te sembrava di dire qualcosa di utile (se invece volevi fare ridere si tratta di un’altra cosa, forse è il talento dello Humor che va equilibrato), i tuoi genitori ti dicono spesso di lasciare parlare altri membri della famiglia e di aspettare i tuo turno, a scuola ti dicono di lasciare spazio anche agli altri anche se a te sembra di avere parlato pochissimo.

Armonizzatore:

Il tuo talento a volte esagera un po’ se ti succedono cose come queste: i tuoi amici spesso non ti ascoltano quando cerchi di fargli fare la pace (a volte è importante che un piccolo litigio si sfoghi), ti senti frustrato se ti capita di fare tanta fatica per evitare il litigio tra due persone, per poi  accorgerti che loro non ti danno retta, litigano lo stesso, e dopo qualche tempo è tutto come prima (tu invece continui a pensare alla litigata e apparentemente sei l’unico a farlo).

Guida:

Il tuo talento a volte esagera un po’ se ti succedono cose come queste: i tuoi amici ti dicono che vuoi decidere tutto tu, i tuoi genitori ti dicono di lasciare spazio ai tuoi fratelli, a scuola, quando si fanno le cose in gruppo, gli insegnati ti dicono di lasciare scegliere anche agli altri (e tu ti senti confuso perchè sai che ai tuoi compagni non piace decidere, mentre a te risulta facile e lo fai anche velocemente), alcuni tuoi compagni ti evitano quando è il momento di giocare perché, dicono, vuoi decidere sempre tutto tu.

 

Continua col passaparola, altri contenuti esclusivi ti aspettano quando avrai coinvolto 3 tuoi amici.
Come sai è semplicissimo: ti basta fare l’ ‘inoltra’ di una qualsiasi delle email che ricevi nella newsletter FreeNauta.

Paola Ricca

D.ssa Paola Ricca, Formatrice AIF, Coach
Specialista in Metacognizione e Tutor DSA
Ideatrice del Metodo FreeNauta per l’Apprendimento Positivo

 

E’ un talento? I tre segreti per riconoscere le vere aree di forza

benvenuto nella scheda pratica che ti insegnerà a riconoscere i talenti di tuo figlio

 

Abb8iamo esplorato alcuni talenti, e sono certa che ti stai chiedendo: “Come faccio a sapere quali sono i talenti di mio figlio?”

In effetti la domanda è più che lecita: dal momento che in alcuni casi alcune abilità (anche notevoli) non si possono considerare dei veri e propri talenti, piuttosto delle abilità apprese.

 

una definizione del talento

 

Partiamo dunque con una definizione concreta di Talento, che io amo molto perchè è pratica e operativa.

Un talento è un tratto del mio carattere che è orientato a fini positivi (non posso avere il talento del ‘mentire’), nel quale ottengo risultati superiori alla media, che applico in vari campi della mia vita, ottenendone energia e entusiasmo.

Alcuni esempi: Gratitudine, Entusiasmo, Avventura, Creatività, Ordine, Guida, Ascolto, Amore per l’Imparare, Umorismo, Competere, Sintonia con il Corpo, Umiltà, Organizzazione, ecc.

Non rientrano in questo tipo di definizione le abilità specifiche (sportive, creative, come giocare a tennis o dipingere), perchè sono in un certo senso i frutti dei talenti (che potremmo invece definire come le radici). Una stessa abilità (suonare la chitarra) presente in due ragazzi, può infatti originare, in persone differenti,  da talenti diversi (ad es. può derivare da Amore per l’Imparare o da Entusiasmo o da Organizzazione).

 

Ingrediente 1 – I risultati

 

Un talento è quasi sempre innato (il che non significa ereditario), anche se va naturalmente rinforzato con l’allenamento. Vediamo questi aspetti.

E’ innato nel senso che chi lo ha mostra risultati superiori alla media dei suoi pari: già da bambino e anche in assenza di alcun intervento dei genitori su quell’aspetto.
Ad esempio un figlio può avere un forte senso dell’ordine, anche se i genitori che non badano per nulla a questo aspetto. Lo stesso vale per un ragazzo votato all’avventura, nato in una famiglia che preferisce la totale cautela.

Non appena il talento si manifesta, possono verificarsi due scenari:

  • o il talento è ben accolto dalle figure di riferimento del bambino,
  • oppure è valutato negativamente e le diverse figure tenderanno a ‘smantellarlo’.

Abbiamo già trattato il secondo scenario nelle email precedenti della mia newsletter (ti invito a riguardarti  le tappe dedicate ai talenti di Contestare, Sfidare/Competere, e Osservare).

Nel primo scenario, invece, trattandosi di un talento che piace agli adulti di riferimento (ad es. il bambino è fin da piccolo più ordinato dei compagni e dei fratelli), il bimbo riceve molti elogi e questo lo porta ad estendere l’uso dal talento in questione via via in vari ambiti e contesti. Nasce così il parametro dedicato all’uso, che rappresenta l’ingrediente N. 2.

 

Ing1rediente 2 – Uso

 

Incoraggiato dai buoni risultati ottenuti nel mettere a posto le costruzioni, il bimbo si cimenta via via in nuove sfide nel tema dell’ordinare. Quando arriverà all’apprendimento formale della scuola, sarà per lui naturale raggruppare le nuove nozioni in modo ordinato. Catalogare, ad esempio, le lettere in : “quelle con la pancia”,”quelle dritte”, “le vocali”, ecc. Crescendo, questo talento lo porterà a ragionare in modo schematico, e a preferire le lezioni che seguono tale stile di insegnamento. E così via. Osservando l’individuo ormai adulto noteremo che gli viene spontaneo usare la sua area di forza (l’ ordine) in vari ambiti (lavoro, hobby, vita di tutti i giorni).

Questa abitudine d’uso lo renderà al tempo stesso sempre più esperto e competente nell’uso del suo talento, enfatizzando i risultati rispetto superiori ai coetanei. Ma cosa si nasconde dietro un uso così frequente di uno specifico talento? Oltre ai risultati, troviamo un ulteriore ingrediente potentissimo. Lo sveliamo nel prossimo  paragrafo.

 

Ingrediente  3 – Energia

 

6Se  è un vero talento,… più lo uso più ne ho.
Vale la pena di soffermarsi su questo concetto, perchè è fondamentale per distinguere un talento vero e proprio da una semplice abilità appresa. Quest’ultima non porta genuina energia ed entusiasmo a chi la mette in pratica (è più che altro un’azione svolta in virtù del senso del dovere o per rispondere a determinate aspettative).

Facciamo un esempio utilizzando il talento dell’ascolto. Se è una competenza appresa, ascolterò quando me lo richiede l’educazione (ascoltare una vecchia zia) o il contesto (ascoltare l’insegnante) o anche la convenienza (ascoltare i genitori per evitare una punizione) ma percepirò lo sforzo e la fatica di DOVER ascoltare, anche quando non mi va. Se invece si tratta di un talento, io ascolterò spontaneamente, in mille diverse occasioni, proprio perchè mi fa piacere e mi viene naturale.

Mi troverò ad avere tanti amici che mi raccontano le loro vicende, oppure potrei trovarmi ad ascoltare il passeggero vicino a me sul treno, o potrei finire spesso in compagnia di colleghi o conoscenti pronti a raccontarmi un fatto personale “perchè io sono bravo ad ascoltare”.

E non è tutto. I talenti non si stancano (quasi) mai. Quindi, se alla fine di una giornata impegnativa di lavoro, mi chiama un’amica per raccontarmi di un suo problema di coppia, se ho un vero talento nell’ascolto non mi sentirò esausta e frustrata nel corso della telefonata, ma viceversa sarò a mio agio e partecipe. Nonostante la oggettiva stanchezza serale,  alla fine della telefonata una parte di me si sentirà persino ricaricata, perchè le aree di forza sono così… Usarle significa mettere in circolo una vera e propria fonte di energia quasi inesauribile per il loro proprietario.

 

Come trovare le tue aree di forza e quelle di tuo figlio

 

Ci sono alcuni siti molto seri  (THE VIA classification of character and strengths, the Gallup organization STRENGTH FINDER, CHARACTER LAB, R2 STRENGTH PROFILER: Strength families by the Center for Applied Positive Psychology)  che propongono strumenti di misurazione delle aree di forza. Si tratta di questionari psicometrici validati scientificamente, che possono indicarti le tue aree di forza. Anche se alcuni di questi siti dispongono anche di questionari in versione bambino/ragazzi, quello del test standardizzato è un approccio che mi sento di raccomandare più che altro nell’adulto.

Nei ragazzi propendo più per una tecnica di osservazione attiva.

Adesso che conosci i 3 criteri, prova a segnarti su un foglio quali tratti del carattere di tuo figlio possono corrispondere a tutti e tre gli ingredienti. Coinvolgi tuo figlio e vedi quali aspetti gli vengono in mente. Se vuoi  un aiuto specialistico, nel Metodo FreeNauta ho predisposto una lista completa di 54+1 talenti che esploreremo in 1 o 2  sessioni di Coaching del talento (per una durata complessiva di 2h o 4h di osservazione attiva), che ti permetterà di mettere in chiaro le aree di forza di tuo figlio e di ottenere anche dei suggerimenti per come integrarle nel metodo di studio.

 

Cosa puoi fare subito

 

Comincia subito a osservare  le aree di forza tue e di tuo figlio. e se vuoi ricevere la speciale lista di tutti i 54+1 talenti ti basta condividere questa newsletter con i tuoi amici. Non appena i tuoi contatti si iscriveranno usando il link… tu otterrai una serie di email per imparare a conoscere  i talenti più significativi e il modo per valorizzarli. Con 5 iscrizioni avrai la lista dei 54+1 talenti pronta per te.

Torna alla email per saperne di più. Per qualsiasi domanda scrivimi su info@freenautabar.it

Ci vediamo presto per le prossime iniziative.

Per non perderlo, registrati qui

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Talento di Sfidare | Scheda Pratica per tuo figlio

Benvenuto nella Scheda Pratica dedicata al Talento di Sfidare

 

In questa scheda scoprirai:

  • Cosa c’è di potente nel talento di “SFIDARE”.
  • Come puoi valorizzare questo
    talento in famiglia e nella vita di ogni giorno.
  • Cosa succede se trascuri il talento di “SFIDARE”.
    Come rimediare in poche mosse.
  • Come usare il Talento di “SFIDARE” per studiare Storia, Matematica, e non solo
  • Come usare il Talento di “SFIDARE” quando la voglia di studiare è poca…
  • … senza mai dimenticare il  potenziamento 

 

 

Come si  individua il talento di SFIDARE

Il talento di Sfidare si individua prestando attenzione ai comportamenti spontanei, naturali e ripetuti di tuo figlio, in vari ambiti.

1Una cosa tipica che puoi riscontrare è l’attitudine a trasformare ogni cosa in una piccola competizione: “Vediamo chi resiste di più”, “Facciamo a chi corre più veloce”, “Questa pasta è la più buona di sempre” (per i ragazzi cinestetici, cioè particolarmente orientati al movimento e alle sensazioni legate al corpo), “Il mio disegno è più bello”,”Ho finito il compito prima di te” (per i ragazzi orienti a competere più sul piano ideativo e cognitivo)…

L’elemento distintivo non è tanto il fatto che punti a vincere (piuttosto che a giocare per divertirsi), ma soprattutto il fatto che ogni occasione è buona per competere.

Ci sono ragazzi così dotati in questo talento, da risultare un po’ arroganti o supponenti, o quantomeno pesanti. Si tratta di un’area di forza che può sfociare in atteggiamenti percepiti come prevaricanti, soprattutto nei confronti di coetanei meno esuberanti.
E’ onesto ammettere che, talvolta, questo può risultare eccessivo.

Lo  sviluppo di questo talento dipende molto dall’ambiente in cui si inserisce: genitori,  insegnanti, allenatori e altre figure di riferimento possono orientare il ragazzo a stemperare o a potenziare questo aspetto (in base alle loro personali attitudini e ai loro valori). In entrambi i casi il processo è più inconsapevole che intenzionale e ben informato.

Ad esempio: invece di spiegare al ragazzo come usare al meglio questo talento per raggiungere i propri risultati, nel pieno rispetto delle altre persone, si pretende di modularlo come fosse la fiamma sotto il gas, spesso richiedendo ‘dosi’ diverse a seconda del contesto (“va bene essere competitivo a calcio ma non devi esserlo con tua sorella”).

Queste indicazioni sono, oltre che incongruenti, difficili da mettere in pratica per chi possiede in modo profondo e autentico questo talento.
Inoltre non insegnano a usare a pieno le potenzialità del protagonista, e sono pertanto dei approcci “imprecisi” che è preferibile evitare.

Questo talento va accompagnato, orientato, integrato, ma non andrebbe mai sbiadito, pena la perdita di un punto di forza e la riduzione delle  potenzialità dell’individuo.

 

Cosa c’è di potente nel talento di SFIDARE

L’abilitfotocarte2à di “Sfidare” richiede la capacità di mettersi  il gioco e puntare a dare il massimo in tutte le situazioni, e al tempo stesso la voglia di confrontarsi con gli altri sulla base di regole e criteri concordati, anche accettando il rischi della sconfitta.

In tutte le antiche civiltà  i ragazzi nobili venivano allenati a eccellere nelle discipline fisiche fin da giovanissimi, e il valore della sfida (leale) si è trasmesso fino ai nostri giorni partendo dalla tradizione ellenistica prima e romana poi (seppure temperato in seguito dalla cultura di matrice cattolica, più incline a concetti di solidarietà e uguaglianza).

La capacità di mettersi in gioco sfidando se stessi resta comunque uno dei fondamentali attivatori della crescita personale,  sia per i ragazzi sia per gli adulti: questo talento va quindi visto come una gemma preziosa da ‘lavorare’.

 

Come puoi valorizzare questo talento in famiglia nella vita di ogni giorno?

Valorizzare un talento significa riconoscerne l’utilità gratificandone il ‘proprietario’, sia a tu per tu, sia di fronte ad altri membri della famiglia e agli amici.

In famiglia è una buona idea riconoscere apertamente l’attitudine alla sfida di tuo figlio magari proponendo sfide via via più costruttive e al tempo stesso confermandone il valore, senza rinunciare alla  ironia.

Infatti ci sono forti rischi che l’attitudine alla sfida venga sottovalutata e arginata, perchè risulta spesso pesante. Oppure che venga eccessivamente esaltata, soprattutto se trova risonanza nei valori di uno o entrambi i genitori.

Ciò può portare tuo figlio a orientare male la propria attitudine alle sfida, magari rivolgendola verso coetanei meno robusti (sia fisicamente sia a livello di personalità), e ciò potrebbe fargli assumere degli atteggiamenti di prevaricazione e strumentalizzazione o persino di bullismo.

 

Ecco alcuni suggerimenti pratici.

Il suggerimento 5è semplice: asseconda le sfide proposte da tuo figlio, facendo in modo di orientarle in modo da favorire la sua crescita.

Se ad esempio ti propone spesso semplici sfide fisiche (es. “chi corre più veloce fino a quel muro”) prova ad arricchirle con dei semplici aggiunte sul versante cognitivo (es. per un bimbo in seconda elementare: “chi corre più veloce fino a quel muro urlando la tabellina del 4”). L’idea è proporre un impegno cognitivo ben calibrato sulle capacità del ragazzo: abbastanza impegnativo da fargli rallentare la performance fisica (significa che sta pensando!) ma non eccessivo. Non temere di sbagliare: se per caso finissi per chiedere uno sforzo cognitivo eccessivo, te ne accorgerai subito. Infatti se chiedi troppo, tuo figlio si accorgerà di non essere più in grado di correre veloce mentre risolve il compito da te assegnato e… quindi probabilmente ti chiederà di modificare la sfida.

Un’altra utile considerazione è tenere presente che chi ama le sfide è anche, di solito, molto perseverante. Quindi puoi ripetere varie volte una stessa sfida, facendogli notare i miglioramenti acquisiti. Questo sarà altamente gratificante e lo spingerà a impegnarsi ancora di più per migliorare.

Sarà inoltre  una buona base per fargli acquisire una concezione “modificabile” dell’intelligenza, ossia che si modifica in base all’utilizzo: quella che si definisce tecnicamente “growth mindset”. Essa è opposta al “fixed  mindset”, che ritiene, invece, l’intelligenza come un dato di natura, e pertanto non modificabile (“sono un artista”,”non capisco la matematica”): una concezione, quest’ultima, possibilmente da evitare perchè porta ad una maggiore passività e quindi a un minore sviluppo delle potenzialità individuali.

In una parola lo stai allenando a sfidare se stesso e a migliorarsi, una  dote che lo accompagnerà tutta la vita.

 

Come usare questo talento per personalizzare il metodo di apprendimento di tuo figlio…

Arrivati a questo punto sarai curioso di sapere come si può integrare questo talento nel metodo di apprendimento, e probabilmente ti sono già venute delle idee.

Ti faccio qualche esempio ispirato alla mia esperienza di lavoro sui metodi personalizzati e sulla metacognizione (arte di conoscere e rafforzare i processi mentali), e ti invito a commentare questo articolo dando anche delle tue proposte, che potrebbero essere utili ad altri genitori.

Esempio 1: Organizzare al meglio il tempo di studio: cronometriamoci!

La scienza della metacognizione conferma che risultati nell’apprendimento migliorano, se il ragazzo è abituato a monitorare i propri tempi di studio. In particolare è molto utile che, per ogni attività di studio, il ragazzo identifichi autonomamente una durata prevista e verifichi se tale durata è stata rispettata o meno, analizzando anche le cause degli eventuali ritardi/anticipi. Il semplice monitoraggio rende automaticamente più veloci.

Se poi si tratta di un ragazzo orientato alla sfida, tutto ciò diventa naturale e anche gratificante.

Fare gli esercizi è tutta un’altra cosa se ci si organizza con piccole sfide verso se stessi. Se ad esempio faccio il primo esercizio di matematica in 5 minuti, posso poi puntare a farne altri simili in 4 e persino in 3 minuti. Il cronometro mi mostra immediatamente quanto sono migliorato. La stessa cosa si può fare per lo studio: il  primo paragrafo l’ho studiato in dieci minuti, quanto ci metterò a studiare il secondo?

 

Esempio 2: usare il talento di “Sfidare” per studiare geografia, storia o scienze

26Quando c’è da studiare una lezione, il talento del “Sfidare” si rivela un prezioso alleato di tuo figlio.

Per esempio, se sta studiando l’Australia, o la Prima Guerra Mondiale, e si tratta di argomenti che conosci bene, potresti preparare qualche domanda relativa ai principali fatti e date. Poi prenditi qualche minuto per porgli le domande in stile QUIZ, contando le risposte che darà esatte e il tempo impiegato. Puoi ripetere fino a che il tempo/i risultati migliorano. Segna tutto su una sorta di tabella dei punti e predisponi un premio quando tuo figlio avrà collezionato un certo punteggio nel… campionato dello studio.

Il meccanismo del rinforzo (sfida-punteggio-premio-trofeo) è estremamente efficace per i ragazzi che amano la sfida, potremmo dire che è praticamente irresistibile. Naturalmente puoi inventarti mille altri modi per attivare questo talento: purché contengano l’elemento della sfida (raggiungibile), meglio se verso se stesso, andranno tutti benissimo.

Se invece non hai molta familiarità con l’argomento che deve studiare, non ci sono problemi. Potete semplicemente cronometrare il tempo impiegato.

Se infine tuo figlio è particolarmente cinestetico (sempre  in movimento, ha difficoltà a stare seduto a lungo) puoi mescolare le domande e l’impegno mentale (parti da quelle più semplici) a degli esercizi fisici (e eventualmente concentrare la parte di sfida su di essi). Ad esempio una ragazza che seguo mi ripetete spesso la lezione di storia facendo dei passi di danza, di cui è appassionata.
Si tratta del modo migliore per farle ripetere la lezione anche 3 o 4 volte, senza che si annoi.

Esempio 3: usare il talento di “Sfidare” in matematica

Negli esercizi di matematica e geometria il talento di “Sfidare” può essere abilmente utilizzato per evitare le frustrazioni. 

14Infatti molti ragazzi si demoralizzano al termine di un esercizio, perchè “non viene il risultato” indicato dal testo.
Quando questo succede tendono a pensare di avere fatto del lavoro inutile, e invece non è così.

Se aiuti tuo figlio nello studio della matematica, concentrati quindi a vedere quale tipo di errore ha commesso, in modo da poter orientare la sfida sull’obiettivo giusto. L’obiettivo da proporre è “non ripetere lo stesso errore” invece di “punta a fare tutto giusto al primo colpo”.

Può capitare che, dopo avere sistemato il primo tipo di errori, l’esercizio sia ancora sbagliato a causa di un errore di diverso tipo. Ti basterà ripetere il processo concentrandoti su questo secondo tipo di errore. Procedendo così molto presto gli esercizi verranno tutti giusti, e, soprattutto, ci sarà soddisfazione e si eviterà ogni senso di sfiducia nelle proprie capacità.

Ricorda: i nostri veri nemici sono gli errori ripetuti (perchè avrebbero potuto essere evitati se li avessi compresi meglio). Un errore nuovo, è, invece, un’opportunità di capire qual è il modo corretto di procedere e di prepararsi al meglio per le verifiche e le altre sfide scolastiche inerenti alla matematica.

Esempio 4: usare il talento di “Sfidare” per il potenziamento cognitivo

Vale la pena sottolineare che se un ragazzo con il talento dello Sfidare ha anche una buona propensione alla matematica, le gare che si possono inventare sono infinite: si può ad esempio comprare un libro di matematica vedica (di matrice indiana) e allenarlo nel calcolo a mente senza stress, competenza che ad esempio mi capita di insegnare nei miei percorsi con risultati davvero gratificanti per i ragazzi. Preparati alla gioia di vederlo moltiplicare a mente 135×340 senza alcuno sforzo in pochi istanti. Si possono anche usare delle app (ad es. Sudoku) e dei siti specialistici (es. Olimpiadi della Matematica).

Lo stesso vale per l’italiano: si possono fare infinite sfide sui verbi, sulle parole (trovare sinonimi, intuire il significato di termini nuovi), in ogni momento e senza grandi strumenti tecnici. Va benissimo improvvisare una sfida durante un viaggio in auto o a cena.

Esempio 5: usare il talento di “Sfidare” quando manca la voglia

Infine il talento di “Sfidare” ci viene in aiuto quando la voglia di fare i compiti è poca.

Se ad esempio tuo figlio non ha voglia di svolgere un esercizio di geometria e tu hai familiarità con l’argomento, potresti risolverlo a tuo modo e coi tuoi tempi. E poi sfidarlo a fare altrettanto o anche meglio (meno tempo oppure minore numero di passaggi). Molto probabilmente non saprà resistere… provare per credere!

Vuoi altri esempi? Faccelo sapere commentando o scrivendo a info@freenautabar.it

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Perché non vediamo i talenti

 

LA DOMANDA CHIAVE:

e’ poi così importante lavorare sui talenti e sui punti di forza?

Dopotutto è molto più frequente sentire gli esperti  (insegnanti… genitori…. allenatori…capi…) parlare dell’ importanza di lottare contro le aree deboli.
In fondo le aree forti sono già forti, perchè occuparcene? Beh, in effetti non è un quesito da poco. Ti basti sapere che in questa semplice riflessione è raccolto il segreto dell’Apprendimento Positivo.
Lo sveleremo via via nella prossime email.
Come prima anticipazione posso dirti che è solo riconoscendo e valorizzando i punti di forza che è possibile creare un metodo di apprendimento su misura di ogni ragazzo, che porti risultati in tempi brevi e che riduca ansie e frustrazioni (per tutta la famiglia).

 

E ora facciamo un piccolo QUIZ.

Riesci a intuire il significato delle icone presenti in questa immagine?

Indizio: le tre icone in verticale sono gli ostacoli che incontriamo quotidianamente quando cerchiamo di individuare dei talenti, mentre la parte più a destra della immagine (per chi guarda), sono gli strumenti per superare questi ostacoli.

Non preoccuparti se non ti viene in mente nulla  guardando le icone…. ora le sveleremo ad una ad una. E una volta che avrai capito il significato di ogni immagine ti basterà darci un’occhiata per evitare di farti cogliere alla sprovvista.

La parte sinistra (per chi guarda) dell’immagine ci ricorda che il nostro cervello è sintonizzato, dall’evoluzione, verso l’attenzione agli elementi negativi.

Possiamo dire che la mente umana si è di fatto allenata, nelle migliaia di anni della nostra evoluzione, a notare in modo prevalente le cose negative, in modo da garantirci la sopravvivenza e aiutarci a sfuggire per tempo ai pericoli.

Solo che queste tendenze “verso la negatività” si attivano  in automatico anche quando non siamo minacciati. E  sono presenti (e fastidiose) anche quando vogliamo sintonizzarci sulle aree di forza dei ragazzi per aiutarli a metterli in evidenza.

 

i tre ostacoli per chi cerca  i talenti

Ecco dunque le 3 tendenze che ci impediscono di notare i punti di forza dei ragazzi:

  • attenzione selettiva e bias negativo ( icona del riflettore): se in pagella ci sono 4 bei voti e uno basso,… su quale ci focalizzeremo?
  • approccio binario (icona dei binari) : pensare che se una cosa non c’è, allora c’è il suo opposto. Ad esempio, se ai colloqui l’insegnante ci ha detto che tuo figlio non sta attento nell’ora di storia, allora… “ha problemi di attenzione” (in generale). Non potrebbe, invece, essere che non ha capito a cosa gli serve studiare storia, e quindi non ci presta la dovuta attenzione? Pensaci bene e osserva tutti gli elementi. Forse noterai che riesce ad essere perfettamente attento quando l’argomento gli interessa;
  • proiezione (icona dello specchio)potrebbe essere che tu tenda a notare un difetto in tuo figlio… perché non vuoi vedere la stessa caratteristica in te? (ad esempio lo sgridi per il disordine nella sua camera… ma se vedesse i cassetti della tua scrivania….). O al contrario: potrebbe essere che tu sia scontento di (o che noti poco) una caratteristica di tuo figlio, solo perché ti spiace che non condivida una tua preferenza (ad esempio è un campione di videogiochi, ma tu apprezzeresti di più che fosse appassionato di MTB o tennis come te)?

Questi 3 aspetti ci influenzano in ogni momento, e ci impediscono di vedere i punti di forza dei ragazzi (e anche di noi stessi e delle persone vicine).

 

Una semplice,  e potente, alternativa

Per fortuna c’è una semplice soluzione, che la ricercatrice Lea Waters, specialista nel paradigma genitoriale ed educativo basato sullo sviluppo dei punti di forza (denominato Streght Based Parenting), ha denominato “Interruttore del talento” (icona nel centro), e che consiste in una semplice pratica di consapevolezza.

Detto in poche parole, significa mandare in corto circuito i sistemi automatici di attenzione selettiva e bias negativo, che abbiamo descritto poco fa, immaginandoci (attraverso alcune brevi pratiche) di accendere un interruttore di una lampada in grado di illuminare in modo mirato i punti di forza.

 

Esercizi da provare subito

Ci sono un paio di esercizi che puoi sperimentare subito:

  • uno consiste nello scrivere/disegnare i punti di forza, come in una sorta di diario (icona della penna), mano amano che li osservi durante la giornata, in qualsiasi situazione.
  • l’altro consiste in una pratica di attenta osservazione reciproca (icona del dito): chiedi a tuo figlio di aiutarti a trovare le tue aree di forza e tu fai lo stesso con lui.

Il processo diventa più semplice usando la tavola dei Talenti appositamente ideata nel Gioco SuperME di FreeNauta: segui questa newsletter e potrai ricevere, in alcuni giorni molto speciali, il tuo link per l’accesso riservato e gratuito a questo potente strumento.

Oppure puoi aderire ai numerosi eventi, anche gratuiti,  individuali e di gruppo, che propongo nell’ambito del calendario formativo FreeNauta.

Per il momento allenati con l’interruttore: quando c’è un problema da risolvere (ad esempio tuo figlio continua a lasciare la sua stanza in disordine) accendi volontariamente l’interrutore del talento.

 

Un passo al giorno, e arriverai lontanissimo

Concentrati per trovare le aree di forza con cui puoi inspirarlo a cambiare il suo comportamento (se è un ragazzo competitivo… fagli fare una gara di riordino; se è un ragazzo molto socievole…. fagli riordinare ogni volta che vuole invitare degli amici a casa). Evita invece di ripetergli mille volte quanto sia brutta una stanza in disordine (magari per te è brutta ma per lui va più che bene): il senso estetico, così come tutti i talenti, non si eredita.

Salva l’immagine  con le icone e tienila a portata di sguardo ogni giorno: ti aiuterà a uscire dai soliti automatismi e a percorrere  la tua nuova strada di allenatore del talento di tuo figlio. 

Se vuoi approfondire i segreti del Coaching del Talento, non perderti le prossime email FreeNauta e ricordati che ogni volta che un tuo amico si iscrive attraverso il tuo link, tu puoi guadagnarti l’accesso a contenuti speciali.

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Metacognizione Loano FreeNauta

A Loano “Felice…Mente a scuola!” il corso per insegnanti e genitori che vogliono diventare Coach del Talento

Per i tuoi alunni o per tuo figlio studiare è diventato difficile come risolvere il Cubo di Rubik?
Hai già provato diverse strategie e sono risultate inefficaci oppure non sai quali strumenti utilizzare per favorire un approccio positivo all’apprendimento?

 

Anche un gioco complesso come il Cubo di Rubik, nasconde delle strategie che ci permettono di risolverlo in pochi minuti.
Così funziona anche la nostra mente, se conosciamo le tecniche e le aree da attivare per favorire positività ed entusiasmo,
i risultati arriveranno in men che non si dica.

 

Il corso “Felice….Mente a Scuola”, che si terrà martedì 6 e 27 marzo presso l’Istituto Falcone G. di Loano,
vuole concentrarsi proprio su questo aspetto, fornendo a INSEGNANTI e GENITORI gli strumenti adatti
a motivare i ragazzi, stimolando autostima, interesse, attenzione e memoria attraverso la METACOGNIZIONE, risorsa potente ed efficace.

 

 

A CHI E’ RIVOLTO

 

Questo percorso formativo è dedicato ai DOCENTI DI PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO
alla ricerca di metodi e strategie innovative per la loro professione.

A grande richiesta è aperto anche ai GENITORI che desiderano aiutare i loro figli a superare una volta per tutte le difficoltà di apprendimento.

 

 

 

 

PERCHE’ PARTECIPARE AL CORSO?

 

Spesso nelle classi numerose e difficili di oggi, dove ogni alunno è diverso per unicità e punti di forza,  per gli insegnati diventa difficile poter lavorare sulla metacognizione,. Anche in famiglia non è facile trovare la giusta chiave per motivare i propri figli, a volte perché hanno un metodo di apprendimento diverso rispetto a quello dei genitori, a volte perché tra la frenesia della quotidianità è difficile ricavarsi degli spazi di qualità per domandarsi quali siano nel profondo le problematicità che incontrano i ragazzi.

 

Lavorando sui talenti di ogni ragazzo si potranno ottenere risultati straordinari. Uno studio della Gallup, ente di ricerca americano che da 30 anni lavora sul tema dei talenti, ha dimostrato che chi conosce e usa quotidianamente i suoi punti di forza, è fino a 6 volte più coinvolto in ciò che fa (scuola o lavoro) e gode di una qualità di vita (soddisfazione e salute) fino a 3 volte superiore. E tutto ciò è possibile insegnarlo ai ragazzi, soprattutto nella fascia di età 8-16, quando gli schemi mentali non sono ancora granitici.

 

Un strumento semplice, divertente e altrettanto efficace è rappresentato dal GIOCO METACOGNITIVO “SuperMe” di FreeNauta.

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Già SPERIMENTATO in scuole primarie, secondarie di primo e di secondo grado, il Gioco che apprenderai a conoscere e usare in questo corso, rappresenta una soluzione VELOCE, FLESSIBILE E INCLUSIVA per lavorare su diversi obiettivi fino ad oggi spesso irraggiungibili quali:

  • miglioramento del metodo di lavoro,
  • identificazione di STRATEGIE DI APPRENDIMENTO personalizzate,
  • COMPETENZA EMOTIVA, AUTOSTIMA,
  • PEER TUTORING,
  • valorizzazione dei TALENTI individuali.

 

Il workshop avrà un taglio PRATICO, giocheremo la prima partita metacognitiva già dopo pochi minuti.
Simuleremo degli utilizzi concreti del Gioco nella didattica e nei pomeriggi di studio.

 

IL PROGRAMMA E GLI ARGOMENTI

 

Il corso è suddiviso in due giornate:

 

Modulo 1 | 6 Marzo (14.15- 17.15):
• Parte 1: Come funziona la mente: i nostri 3 cervelli in azione. I due emisferi cerebrali: specializzazione, collaborazione. Implicazioni per l’apprendimento e la didattica.
• Parte 2: Il Gioco e l’Apprendimento Positivo. Aumentare, anche tramite il Gioco Metacognitivo,attenzione e memoria.

 

Modulo 2 | 27 Marzo (14.15- 17.15):
• Parte 1: Relazione tra emozioni e apprendimento. Il grande equivoco della motivazione.
• Parte 2: Strumenti per aiutare il docente e il genitore a sviluppare la propria mindfulness (presenza attiva e consapevole nel qui-e-ora) per affrontare le sfide con serenità e lucidità.

 

Il costo del percorso è 30 € per un incontro e 50 € per entrambi. I due incontri sono indipendenti ed è dunque possibile seguirne solo uno.

 

IL CORSO È A NUMERO CHIUSO. ISCRIZIONI ENTRO IL 23 FEBBRAIO.
PASSAPAROLA!
MAGGIORI INFO SUL METODO FREENAUTA:

Registrati qui per ricevere il programma completo dell’evento e scaricare l’EBOOK “A Scuola di … Autostima: 7 strategie per rafforzare l’autostima facendo i compiti”