Blog - Freenauta's bar
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Che cosa fa un executive coach?

Un po’ di confusione sul tema dell’executive coaching?GUEST (1)

Partiamo dalla definizione di Wikipedia, secondo la quale l’Executive Coaching è una modalità di sviluppo della persona che si realizza in supporto, feedback e consigli per migliorare l’efficacia personale del cliente nel contesto professionale.

Secondo wikipedia Executive Coaching, Business Coaching, Corporate Coaching o Leadership Coaching sono tutte denominazioni alternative del medesimo concetto (anche se su questo punto alcune Scuole avrebbero da obiettare).

A questa definizione, cosa si potrebbe aggiungere?

Beh, iniziamo a dire a chi si rivolge. A chiunque abbia ambizioni cdi crescita professionale. Il cliente tipo è la persona con esperienza professionale che vuole fare il salto acquisendo maggiori responsibilità, e perché no, anche a diventare funzionario o dirigente. Io stessa sono diventata dirigente a 31 anni e direttore a 36… la dimostrazione che si può fare e che… sarei stata un cliente perfetto!

Parliamo allora del risultato che si può ottenere tramite l’executive coaching.

Dopo un percorso di Executive Coaching, il protagonista aumenta la sua capacità di leadership.

E allora, come nelle matrioska, le bamboline russe, occorre definire cos’è la leadership.

La mia definizione preferita di Leader è ‘Colui con il quale le persone raggiungono risultati al di là delle loro stesse iniziative”

Mi piace questa definizione perché ha tantissime conseguenze positive:

  1. Ognuno può essere leader di se stesso
  2. Non occorre essere top manager (o lavorare in grandi realtà) per essere un leader
  3. Il leader lavora vicino alle persone, e sviluppa il loro talento, prima di pensare ai loro risultati
  4. Come conseguenza del punto 3, il leader ottiene risultati eclatanti

 

A questo punto perchè scegliersi il proprio Executive Coach?

In Italia si tratta di una cosa ancora abbastanza di nicchia, ma solo perché siamo partiti dopo.

Per dare un’idea su google trovi 21 milioni di risultati per executive coaching attinenti agli Stati Uniti, mentre 450 mila per l’Italia

Infatti da noi è culturalmente meno diffusa, almeno per il momento, la consapevolezza che ognuno di noi può ‘allenarsi’ autonomamente per diventacon una mappa mentale personale trovi subito la tua strada per rafforzare la tua leadership (1)re un miglior leader, anche di se stesso,

e spesso ci si aspetta che sia l’azienda a investire in percorsi di formazione e crescita.

Del resto, volendo sviluppare il Coaching in Italia, occorre ricordarci che da noi (e in questo non siamo diversi da USA o dal resto del mondo occidentale), le cose di diffondono velocemente solo se sono semplici e immediate e garantiscono risultati in tempi rapidi.

Partendo da queste osservazioni, è nato il percorso di Executive Coaching, tutto italiano, del progetto FreeNauta’s bar,

basato appunto sulla combinazione delle metodologie di Executive Coaching (per lo sviluppo consapevole della leadership) con le Mappe Mentali (che permettono di memorizzare e utilizzare rapidamente i contenuti appresi).

E a questo punto… vediamo l’ultima bambolina russa: come funzionano le Mappe Mentali?

Se ti incuriosiscono i numeri, anche su questo fronte qui siamo un po’ indietro: 72 milioni di risultati su google in USA, 4 milioni in Italia, ma stiamo crescendo rapidamente (anche grazie alla recente introduzione del metodo delle Mappe Mentali nelle scuole).

Le Mappe Mentali sono, in breve, un’utile applicazione delle scoperte delle neuroscienze, che ci insegnano come usare al massimo il potenziale della nostra mente.

Ci mostrano in particolare che il cervello apprende meglio, e ricorda più a lungo, se sono attivati entrambi gli emisferi (sinistro: logica, ragionamento, linguaggio + destro: immaginazione, intuizione, creatività).

Questa disciplina ci suggerisce che per velocizzare e rendere duraturo l’apprendimento occorre di presentare i concetti in modo colorato, attraverso immagini e metafore, evitando lunghi testi pieni di parole, ma creando diagrammi che visualizzino le connessioni tra i concetti.

In conclusione, quindi, i vantaggi se intraprendi un percorso di Executive Coaching, rispetto a chi non lo fa, sono:

1)      Hai un alleato che crede nel tuo talento e lavora con te per svilupparlo

2)      Ottieni un’immediata energia per raggiungere i tuoi obiettiviexecutive coaching con mappe mentali

3)      Disegni un piano d’azione e acquisisci la consapevolezza di come raggiungere la meta

I vantaggi del coaching FreeNauta’s, rispetto all’Executive Coaching standard, sono:

1)      Imparare più in fretta e ricordare più a lungo;

2)      Poter usare da subito i tuoi apprendimenti, e persino suggerirli ad altri, grazie alla semplicità della condivisione di immagini e metafore;

3)      Avere una propria Mappa Mentale personale e su misura, utile per orientarsi nelle decisione inerenti la propria crescita professionale.

Ecco allora la mia personale definizione di Executive Coaching Freenauta’s bar: il metodo che combina Executive Coaching e Mappe Mentali, per chiunque voglia migliorare rapidamente la propria leadership.

Il metodo FreeNauta’s offre, in tempi anche 50% più rapidi rispetto ai metodi tradizionali, i seguenti vantaggi:

  1. Apprendere in modo immediato, ciò che serve per accrescere la propria leadership con se stessi, clienti, capi e collaboratori
  2. Usare subito i contenuti appresi, grazie alle metafore di facile applicabilità nel quotidiano
  3. Poter trasferire i concetti ad altre persone (collaboratori, clienti, conoscenti), attraverso la facile ‘comunicabilità’ dei contenuti, in gran parte basati su immagini

E se vuoi, c’è un ulteriore vantaggio per te. Dato che le immagini e le Mappe che compongono il mio metodo sono immediati da comprendere, se vuoi puoi condividere i miei contenuti con i tuoi contatti: otterrai esclusivi vantaggi e potrai seguire il tuo percorso a prezzi incredibili. Ti aspetto per offrirti la Membership gratuita!

Diventa (quasi) Coach di tuo figlio, quando studia

Da dove nascono le Mappe di Studio FreeNauta’s?

Scommetto che non indovineresti mai come sono nati i miei strumenti per favorire l’apprendimento dei ragazzi.

Dalle mie attività come Coach (e prima ancora come direttore) nelle aziende.

Mi capitava e mi capita sempre più spesso, lavorando come Executive Coach nelle aziende e con i Manager, di osservare problemi di attenzione.

Si guarda il telefono, e nel frattempo arriva un’email, e poi si vede passare uno e lo si chiama, ecc ecc così avanti shutterstock_208347706all’infinito. Poiché i processi di apprendimento ne vengono ampiamente danneggiati, ho sviluppato una strategia per rendere i miei contenuti di rapida e immediata ‘comunicabilità’.

Le Mappe FreeNauta’s infatti, e tutto il mio metodo, lavorano attivando anche l’emisfero destro del cervello in modo che:

  • l’apprendimento sia più veloce e rientri nel periodo (breve) di attenzione che viene dedicato
  • si ricordino maggiormente le cose
  • ciò che si apprende sia utilizzabile nel quotidiano

Da queste premesse nasce anche il metodo che dedico ai genitori che aiutano i figli con i compiti e le lezioni.

E’ possibile imparare a costruire delle semplicissime Mappe di Studio per imparare più velocemente e fare in modo che il cervello possa ricordare più a lungo. Ecco come fare.

Il primo passo: controlla gli strumenti

Il primo passo è controllare gli strumenti didattici (testi, immagini, ecc) che i ragazzi usano. Come Coach del talento di tuo figlio,  quindi, una prima semplice cosa da fare è dare un’occhiata allo strumento su cui sta studiando.  c_valle_aostaVALLE D'AOSA

Talvolta le scuole forniscono delle fotocopie che sono a dir poco inadatte. Come in questo caso: la piantina della Valle d’Aosta fornita in fotocopia dalla scuola per la ricerca di Geografia, non era certo il massimo per attivare l’emisfero destro.

Tu che ne pensi? Per esempio confrontala con la seconda cartina, sempre della Valle d’Aosta, che ho trovato su internet non appena abbiamo iniziato a preparare la lezione. Come vedi con l’utilizzo dei colori è più semplice capire quali sono gli stati regioni confinanti. Inoltre questa cartina incomincia a “raccontare la storia” della Val d’Aosta.

 

Il secondo passo: Appassionalo alla “Storia” che deve studiare. Rendilo protagonista della vicenda.

Come vedi nella seconda cartina sono subiti visibili alcuni tratti essenziali della regione: il parco del Gran Paradiso, i quattro Monti che la circondano, il fiume Dora Baltea e così via.mariznao

Aggiungiamo qualcosa in più, per rendere più piacevole lo studio ai ragazzi. Proponigli di raccontarti quello che sa della Valle d’Aosta proprio come se fossi un Marziano appena sbarcato dalla tua Navicella. Questo esercizio di Stry Telling, per quanto semplice, attiva diversi meccanismi utili:

  • il ragazzo è il protagonista, sceglie lui cosa raccontare per rendere la storia più interessante all’amico Marziano, e questo aumenta attenzione e motivazione
  • poiché il Marziano non sa nulla, chiederemo al ragazzo di raccontare tutto dall’inizio: in questo modo verifichiamo anche che per tutti i contenuti siano chiari, e che non ci siano delle cose studiate in modo mnemonico, senza comprensione
  • il terzo, bellissimo vantaggio dell’amico Marziano, è che l’adulto può decidere di ‘modulare’ la componente gioco, in base al momento e alla fase dello studio. Se per esempio si è già studiato da qualche tempo e c’è un po’ di stanchezza, perché non procurarsi una sciarpa verde e giocare un po’ a mimare il Marziano? Alleggerire e alternare il ritmo aumenta la spesso l’efficacia complessiva della sessione di studio. questo tema è talmente importante che mi riservo di fare un articolo ben documentato dedicato a questo aspetto.

 

Il terzo passo: consapevolezza dello sforzo

Un genitore-coach nello studio aiuta il ragazzo con delle domande molto importanti: quelle che mirano a renderlo consapevole di qual è lo sforzo richiesto in ogni momento per immagazzinare una data informazione. Ad esempio se a un certo punto ti accorgi che c’è un’ostacolo e che esso sta richiedendo un eccesso di fatica, rispetto al previsto e al ragionevole, una buona strategia può essere quella dell’aggiramento.

Ad esempio proprio nel pomeriggio dedicato allo studio della valle d’Aosta a un certo punto mi sono accorta che era piuttosto difficile ricordare l’altezza del Monte Bianco (mentre la ragazza sapeva e ricordava facilmente che è il monte più alto d’Europa). Anzi a volte c’era persino confusione, soprattutto se si faceva salire la pressione ponendo delle domande,  tra l’unità di misura (metri) che indica l’altezza del monte e quella dei chilometri quadrati  (usati per indicare l’estensione della Regione). In questi casi non conviene disperdere energie a smontare l’ostacolo a suon di svilenti ripetizioni (insistere ad esempio con la stessa domanda relativa alla cosa che non si riesce a ricordare). Conviene piuttosto usare dei supporti di memoria rapidi ed efficaci, che, soprattutto se si trova lo strumento gusto rapidamente, posso generare anche immediata soddisfazione e senso di realizzazione nel ragazzo.

 

Quarto passo: creare connessioni immediate e personali. Un esempio

L’informazione che volevamo ricordare è l’altezza del Monte Bianco, 4.800 metri. E’ bastato notare che la parola “monte” ha cinque lettere: a quel punto non è stato difficile ricordarsi che si tratta di un monte di quasi 5000 metri. Inoltre per evitare la confusione tra metri e chilometri quadrati, è stato sempre utile osservare che anche la parola “metri” ha 5 lettere e quindi la risposta corretta alla domanda del Marziano “quanto è alto il Monte Bianco”, era circa 5.000 metri (non per esempio “3000 chilometri quadrati”, risposta data all’inizio del pomeriggio).

C’è poi la possibilità di creare altri giochi, con il Marziano come protagonista, per assicurarci che i contenuti siano chiari e ben assimilati. Per esempio dire “Il marziano ama la montagna e nel suo pianeta ha un monte di 5.200 metri; dato che vuole vivere dove i monti sono più alti, cosa suggerisci da fare. Vivere a casa sua o sulla Terra? E poi ripetere la domanda, cambiando sempre l’altezza del monte del Marziano… controllando che tutto sia chiaro.

Spero che i consigli ti siano utile e che ti aiutino a fare vivere la scuola in modo sereno e divertente. Auguro #scuolafelice a  te e a tuo figlio.

 

Se vuoi approfondire Iscriviti al mio canale YouTube (così verrai avvisato automaticamente ogni volta che carico un nuovo video su questo tema) o vieni ad uno dei miei eventi: ti consiglio ad esempio il laboratorio gratuito del 18/04 alle 2100.

 

 

L’Executive Coaching che allena i Leader… a Colpo d’Occhio

Essere un leader efficace è importante in tantissimi ambiti.

alternativa 1 ricarica leadership school

Il titolare di un’attività è leader dei suoi collaboratori, il genitore è leader verso i suoi figli, chi propone un prodotto o un’idea di business è leader verso il mercato a cui si rivolge, tu sei leader della tua carriera.

Non ci sono quindi dubbi che essere Leader efficace sia utile.

Cosa manca ancora, quindi, per diffondere i principi di una leadership efficace a tutti i livelli? A mio avviso “solo” due cose:

  • ci sembra di non avere il tempo da dedicare all’argomento, presi come siamo dalle urgenze del quotidiano
  • la consapevolezza di quali sono i nostri punti di forza sui quali potremmo puntare per avere dei risultati immediati e duraturi.

Ecco perché, come Executive Coach, o allenatore di leader, ho ideato un approccio che possa superare entrambe le barriere.

 

Self-Directed Coaching (o Self-Coaching): l’approccio di nuova generazione.

Mi riferisco al Self-Directed Coaching (o Self-Coaching) Specialistico per chi vuole rafforzare la propria efficacia e leadership per ottenere un maggiore successo negli ambiti di interesse (lavoro, carriera, studio, ecc).

Lo considero l’ Executive Coaching di nuova generazione: perché siamo nell’era della co-creazione dei contenuti, e pertanto anche il Coaching può aprirsi alla possibilità che ciascuno di noi possa  diventare SELF COACH (coach di se stesso) se dotato dei giusti strumenti.

 

 

LA SFIDA: CREARE CONSAPEVOLEZZA A COLPO D’OCCHIO.

 

Sono partita da questa premessa e ho dedicato un anno di lavoro e di test con gli utenti, per mettere a punto una mappa mentale visiva in grado di farti  visualizzare a colpo d’occhio quali sono gli aspetti che un leader dovrebbe conoscere e saper utilizzare per rafforzare la sua leadership.

 

Alcuni esempi? Creare fiducia, ascolto attivo, sapere dare feedback vincenti, gestire i conflitti e le conversazioni difficili: per ognuno di questi temi ho realizzato una Mappa di facile apprendimento e memorizzazione che ti permette di capire a che punto ti trovi e quali sono le tue aree di forza.

 

 

Come funziona: l’approccio orientato ai punti di forza.

shutterstock_129998429Proprio perché immagini e metafore favoriscono apprendimento e memorizzazione, ti basta guardare questa mappa e le sue immagini potenti per avviarti sul tuo personale percorso di Self Directed Coaching in modo immediato.

Una nota di metodo: lo scopo non è andare alla ricerca, come spesso si fa, delle ‘aree di miglioramento’. In una parola: non si lavora per cambiarti.

Lo scopo è piuttosto crearti una consapevolezza delle abilità ti risultano più spontanee e naturali, delle cose che ancora ignori, e anche delle cose che ti risultano più ostiche. Il tutto in pochi momenti (basta un’ora di laboratorio on line)

Il Coach fornisce quindi spunti su come potenziare le tue aree di forza e strumenti per accompagnarti nel quotidiano.

Per capire quanto la tua crescita possa risultarne potenziata, e per farti un’idea di come funziona, provando in prima persona, ti basta partecipare a un uno dei miei webinar gratuiti in cui mostro la mappa.

Partecipa e tu stesso potrai riconoscere la tua posizione e potrai valutare i tuoi punti di forza e decidere di potenziarli. Guarda la lista di tutti i nostri eventi e in particolare quello sulla Leadership offerto da Marketing Farmaceutico, è mercoledì 13/04 alle 1430.

 

 

Obiettivo: tempi rapidi e praticità!

Lo scopo di questo progetto è ancheshutterstock_263002679 - small rendere le competenze di leadership immediate e di facile apprendimento.
Se infatti se deciderai di potenziare e di crescere su un aspetto, non avrai bisogno di lunghe letture o corsi di formazione ti basterà seguire una mappa visiva di approfondimento che ti viene fornita dal Coach nei laboratori di gruppo (aule virtuali a pagamento, 16 €/uno, a numero chiuso fino a cinque persone) o negli incontri individuali (sessioni via Skype con il coach).

In sintesi lo scopo del progetto è rendere la leadership accessibile e immediata: in una parola fare di te un leader a colpo d’occhio.

Se vuoi provare, segui questo link e goditi il webinar gratuito di mercoledì di 13/04 alle 1430 con Marketing Farmaceutico.

Se vuoi ricevere i nostri articoli e non perderti i nostri eventi:

Impara a dire no al tuo ‘SOLDATINO N1’, avrai più tempo e energia per ciò che conta

Tornare ad essere padrone della gestione del tuo tempo ha tanto a che vedere con questa immagine del soldatino, lo sapevi? e paradossalmente puoi migliorare le tue relazioni sul lavoro se impari a liberare  il tuo tempo dicendo alcuni NO, allora andiamo con ordine. Ti spiego tutto….

Partiamo dal gestione tuo temposoldatino, che è una metafora che ci spiega come vanno le cose.

Spesso la giornata ti diventa troppo corta (o troppo piena di cose da fare) perché tu continui a dire di sì senza neanche provare a negoziare i tuoi impegni o le richieste che ricevi. Come fa un soldato nei confrongestione del tempoti del suo capitano. A metà mattina hai già preso talmente tante “spine” dai “cactus”‘ del tuo capo, dei colleghi, dei familiari, che non ti baserebbe un giornata di 30 ore! E così le cose che ti stanno a cuore (palestra, lettura, …) vengono rimandate e rimandate. E arriva la frustrazione

Sapevi che la parola frustrato deriva dal latino ‘frusta’= invano? Infatti ci siamo sforzati senza un risultato e siamo scontenti. Erano proprio saggi gli antichi, vero?
La buona notizia del nostro “soldatino della gestione del tempo” è che se vuoi risolvere il problema del tempo ti basta osservarti e capire chi è questo “capitano”. Come arrivano le richieste? Magari sotto forma di frasi che dici a te stesso come “non posso proprio dire di no a questa ricshutterstock_151193954hiesta”?

Inizia ad ascoltarti. Ti accorgi che spesso le richieste arrivano dal tuo capo (o cliente), e altrettanto spesso da te stesso?

Allora ti voglio svelare subito un facilissimo trucco segreto di Coaching per migliorare le relazioni sul lavoro e avere più tempo per te. Non ti chiedo di leggere lunghi manuali che ti ruberebbero altro tempo. Ma solo di ascoltarti e trovare dove sei nella tua Mappa.

Stampati l’immagine del soldatino (o ancora meglio la mia #MappaMentale completa che trovi nel mio pacchetto di auto-formazione) e, quando senti che non puoi dire di no, prova a dire a te stesso che stai prendendo ordini dalla tua voglia di essere il numero 1 in tutto .Osserva l’immagine del soldatino: come vedi sembra proprio un numero 1! Potrai domandarti: cosa voglio profondamente?

L’esperienza di tutti i giorni infatti ci dimostra che se diciamo tanti, troppi sì, alla fine facciamo male le cose e anziché essere i numeri 1, finiamo delusi, frustrati, nervosi, scontenti, frustrati.

 

Se vuoi approfondire ti aspetto nei miei webinar (formazione on line live e gratuita) o sul mio canale YouTube 

 

Paola

FreeNauta’s Coach

 

 

L’aula di coaching dove trovi la Mappa per imparare a vincere nei conflitti

Questo video è per te se sul lavoro ti capita di sfiorare o essere coinvolto in veri propri conflitti, e vorresti essere più efficace nel gestirli? Vorresti forse avere la meglio e non dover fare marcia indietro?

Guarda questo video che ti regalo per farti percepire quanto può essere semplice orientarsi e agire in modo più efficace, basta avere un metodo solido e una mappa chiara che ti faccia capire cosa sta succedendo.

Le mie #MappeMentali sono basate su 17 anni di esperienza di leadership aziendale in 4 grandi multinazionali (sono diventata dirigente a 31 anni e direttore a 36) e sui commenti di chi mi segue, come Deborah e Marialuisa. Scrivimi anche tu sulla mia pagina facebook.

commento deborah

Se vuoi approfondire ti aspetto nei miei webinar (formazione on line live e gratuita) o sul mio canale YouTube 

 

Paola – FreeNauta’s Coach

Puoi essere coach per un giorno, che soddisfazione!

Ti capita di avere amiche o amici che si sfogano con te per i loro problemi sul lavoro? Sono sicura di sì. Da oggi potrai aiutarli, oltre che con la tua solidarietà e con il tuo ascolto, anche in un modo concreto.

Immagina la scena. Un’amica viene da te per sfogarsi e tu riesci a darle una mano in casi concreti come questi:

  1. il mio capo mi critica sempre
  2. ho fatto un buon lavoro e nessuno mi ha fatto i complimenti
  3. sul lavoro pretendono troppo da me
  4. non ho tempo per me

Per aiutarla potrai usare le #MappeMentali che io insegno ogni settimana sul web, e diventare ‘coach per un giorno’ suggerendole la mappa più adatta a lei.

Oppure ecco una seconda modalità. Un amico ti parla in palestra di un problema di rapporti con  i suoi collaboratori. Ti basterà consigliarlo di seguire uno dei miei eventi on line vedrai che ne sarà contento e gli saranno utili.

Metodo FreeNauta Coachingebook-difetti

Nelle mie #MappeMentali ho condensato 17 anni di esperienza di Leadership di cui 6 come dirigente e direttore di Multinazionali.

Per di più il primo corso di formazione è gratis e i successivi costano meno di una pizza.
Tutto questo è possibile grazie al mio metodo innovativo che applica le #MappeMentali e che lavora sui FALSI DIFETTI. Ossia sulle caratteristiche che le persone credono di dover cambiare e che invece sono dei pregi solo da ‘riscoprire’. L’uso di questi due elementi offre risultati ultra veloci, cosa ti costa provare? Anzi, cosa ti costa NON provare….

Se vuoi approfondire ti aspetto nei miei webinar (formazione on line live e gratuita) o sul mio canale YouTube 

Paola – FreeNauta’s Coach