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Talento di Sfidare | Scheda Pratica per tuo figlio

Benvenuto nella Scheda Pratica dedicata al Talento di Sfidare

 

In questa scheda scoprirai:

  • Cosa c’è di potente
    nel talento di “SFIDARE”.
  • Come puoi valorizzare questo
    talento in famiglia e nella vita di ogni giorno.
  • Cosa succede se trascuri il talento di “SFIDARE”.
    Come rimediare in poche mosse.
  • Come usare il Talento di “SFIDARE” per studiare Storia, Matematica, e non solo
  • Come usare il Talento di “SFIDARE” quando la voglia di studiare è poca…
  • … senza mai dimenticare il  potenziamento 

Come si  individua il talento di SFIDARE

Il talento di Sfidare si individua prestando attenzione ai comportamenti spontanei, naturali e ripetuti di tuo figlio, in vari ambiti.

1Una cosa tipica che puoi riscontrare è l’attitudine a trasformare ogni cosa in una piccola competizione: “Vediamo chi resiste di più”, “Facciamo a chi corre più veloce”, “Questa pasta è la più buona di sempre” (per i ragazzi cinestetici cioè particolarmente orientati al movimento e alle sensazioni legate al corpo), “Il mio disegno è più bello”,”Ho finito il compito prima di te” (per i ragazzi orienti a competere più sul piano cognitivo)…

L’elemento distintivo non è tanto il fatto che “si gioca per vincere”, ma soprattutto il fatto che “ogni occasione è buona per competere”.

Ci sono ragazzi così dotati in questo talento, da risultare un po’ arroganti o supponenti o quantomeno pesanti. Si tratta di un’area di forza che può sfociare in atteggiamenti percepiti come prevaricanti, soprattutto nei confronti di coetanei più posati e riflessivi.
E’ onesto ammettere che, talvolta, questo può risultare eccessivo.

Lo  sviluppo di questo talento dipende molto dall’ambiente in cui si inserisce: genitori,  insegnanti , allenatori e altre figure di riferimento possono orientare il ragazzo a stemperare  o a potenziare questo aspetto (in base alle loro personali attitudini e ai loro valori). In entrambi i casi il lavoro che si compie è spesso superficiale.

Ad esempio: invece di spiegare al ragazzo come usare al meglio questo talento per raggiungere i propri risultati, nel pieno rispetto delle altre persone, si pretende di modularlo come fosse la fiamma sotto il gas, spesso richiedendo ‘dosi’ diverse a seconda del contesto (“va bene essere competitivo a calcio ma non devi esserlo con tua sorella”).

Queste indicazioni sono, oltre che incongruenti, difficili da mettere in pratica per chi possiede in modo profondo e autentico questo talento.
Inoltre non insegnano a usare a pieno le potenzialità del protagonista, e sono pertanto dei approcci “imprecisi” che è preferibile evitare.

Questo talento va accompagnato, orientato, integrato, ma non andrebbe mai sbiadito, pena la perdita di un punto di forza.

 

Cosa c’è di potente nel talento di SFIDARE

L’abilitfotocarte2à di “Sfidare” richiede la capacità di mettersi  il gioco e puntare a dare il massimo e al tempo stesso la voglia di confrontarsi con gli altri sulla base di regole e criteri concordati, anche accettandone i rischi.

Nell’antica Grecia i ragazzi nobili venivano allenati a eccellere nelle discipline fisiche fin da giovanissimi, e il valore della sfida (leale) si è trasmesso fino ai nostri giorni (seppure temperato dalla cultura di matrice cattolica, più incline a concetti di solidarietà e uguaglianza).

La capacità di mettersi in gioco sfidando se stessi resta comunque uno dei fondamentali attivatori della crescita personale,  sia per i ragazzi sia per gli adulti: questo talento va quindi visto come una gemma preziosa da ‘lavorare’.

 

Come puoi valorizzare questo talento in famiglia nella vita di ogni giorno?

Valorizzare un talento significa riconoscerne l’utilità gratificandone il ‘proprietario’, sia a tu per tu, sia di fronte ad altri membri della famiglia e agli amici.

In famiglia è una buona idea riconoscere apertamente l’attitudine alla sfida di tuo figlio magari proponendo sfide via via più costruttive e al tempo stesso confermandone il valore.

Infatti ci sono forti rischi che l’attitudine alla sfida venga sottovaluta e anche arginata perchè risulta spesso un po’ pesante.

Ciò può portare tuo figlio a orientare male la propria attitudine alle sfida, magari rivolgendola verso coetanei meno robusti (sia fisicamente sia a livello di personalità), e ciò potrebbe fargli assumere degli atteggiamenti di prevaricazione e strumentalizzazione o persino di bullismo.

 

Ecco alcuni suggerimenti pratici.

Il suggerimento 5è semplice: asseconda le sfide proposte da tuo figlio, facendo in modo di orientarle in modo da favorire la sua crescita.

Se ad esempio ti propone spesso semplici sfide fisiche (es. “chi corre più veloce fino a quel muro”) prova ad arricchirle con dei semplici aggiunte sul versante cognitivo (es. “chi corre più veloce fino a quel muro urlando la tabellina del 4”). L’idea è proporre un impegno cognitivo ben calibrato sulle capacità del ragazzo: abbastanza impegnativo da fargli rallentare la performance fisica (significa che sta pensando!) ma non eccessivo. Se invece finissi per chiedere uno sforzo cognitivo eccessivo, te ne accorgerai subito: perchè tuo figlio non sarà più in grado di correre e al tempo stesso risolvere il compito da te assegnato e… probabilmente rinuncerà alla sfida.

Un’altra utile considerazione è tenere presente che chi ma le sfide è anche, di solito, molto perseverante. Quindi puoi ripetere varie volta una stessa sfida, facendogli notare i miglioramenti acquisiti. Questo sarà altamente gratificante e lo spingerà a impegnarsi ancora di più.

In una parola lo stai allenando a sfidare se stesso e a migliorarsi, una  dote che lo accompagnerà tutta la vita.

 

Come usare questo talento per personalizzare il metodo di apprendimento di tuo figlio…

Arrivati a questo punto scommetto che ti sono già venute delle idee.

Ti faccio qualche esempio ispirato alla mia esperienza di lavoro sui metodi personalizzati e sulla metacognizione (arte di conoscere e rafforzare i processi mentali), e ti invito a commentare questo articolo dando anche delle tue proposte, che potrebbero essere utili ad altri genitori.

Esempio 1: Organizzare al  meglio il tempo di studio: cronometriamoci!

La scienza della metacognizione conferma che risultati nell’apprendimento migliorano, se lo studio è bel scadenzato nei tempi. In particolare è molto utile che, per ogni attività di studio, il ragazzo identifichi una durata prevista e verifichi se tale durata è stata rispettata o meno, analizzando anche le cause degli eventuali ritardi/anticipi.

Con un ragazzo orientato alla sfida, tutto ciò diventa naturale e anche gratificante.

Fare gli esercizi è tutta un’altra cosa se ci si organizza con piccole sfide verso se stessi. Se ad esempio faccio il primo esercizio di matematica in 5 minuti, posso poi puntare a farne altri simili in 4 e persino in 3 minuti. Il cronometro mi mostra immediatamente quanto sono migliorato. La stessa cosa si può fare per lo studio: il  primo paragrafo l’ho studiato in dieci minuti, e il secondo?

 

Esempio 2: usare il talento di “Sfidare” per studiare geografia, storia o scienze

26Quando c’è da studiare una lezione, il talento del “Sfidare” si rivela un prezioso

Per esempio, se si sta studiando l’Australia, o la Prima Guerra Mondiale, scrivi qualche domanda relativa  ai principali fatti e date. Poi prenditi qualche minuto per porgli le domande in stile QUIZ, contando le risposte che darà esatte e il tempo impiegato. Puoi ripetere fino a che il tempo/i risultati migliorano. Segna tutto su una sorta di tabella dei punti e predisponi un premio quando tuo figlio avrà collezionato un certo punteggio nel… campionato dello studio.

Il meccanismo del rinforzo (sfida-punteggio-premio-trofeo) è estremamente efficace per i ragazzi che amano la sfida, potremmo dire che è praticamente irresistibile.

Se invece non hai molta familiarità con l’argomento che deve studiare, non importa. Potete semplicemente cronometrare il tempo impiegato.

Se infine tuo figlio è particolarmente cinestetico (sempre  in movimento, ha difficoltà a stare seduto a lungo) puoi mescolare le domande e l’impegno mentale (parti da quelle più semplici) a degli esercizi fisici. Ad esempio una ragazza che seguo mi ripetete spesso la lezione di storia facendo dei passi di danza, di cui è appassionata.
Si tratta del modo migliore per farle ripetere la lezione anche 3 o 4 volte, senza che si annoi.

Es14empio 3: usare il talento di “Sfidare” in matematica

Negli esercizi di matematica e geometria il talento di “Sfidare” può essere abilmente utilizzato per evitare le frustrazioni. 

Infatti molti ragazzi si demoralizzano al termine di un esercizio, perchè “non viene il risultato” indicato dal testo.
Quando questo succede tendono a pensare di avere fatto del lavoro inutile, e invece non è così.

Se aiuti tuo figlio nello studio della matematica, concentrati quindi a vedere quale tipo di errore ha commesso, e orienta la sfida sull’obiettivo giusto. L’obiettivo sarà “non ripetere lo stesso errore” invece di “fare tutto giusto al primo colpo”.

Può capitare che, dopo avere sistemato il primo tipo di errori, l’esercizio sia ancora sbagliato a causa di un errore di diverso tipo. Ti basterà ripetere il processo concentrandoti su questo secondo tipo di errore. P rocedendo così molto presto gli esercizi verranno tutti corretti, e, soprattutto, non ci sarà nessun senso di sfiducia nelle proprie capacità.

Ricorda: i nostri veri nemici sono gli errori ripetuti (perchè avrebbero potuto essere evitati se li avessi compresi meglio). Un errore nuovo, è, invece, un’opportunità di capire qual è il modo corretto di procedere e di prepararsi al meglio per le verifiche e le altre sfide scolastiche inerenti alla matematica.

Esempio 4: usare il talento di “Sfidare” per il potenziamento congnitivo

Vale la pena sottolineare che se è un ragazzo ha una buona propensione alla matematica, le sfide che si possono inventare sono infinite: si può ad esempio comprare un libro di matematica vedica (di matrice indiana) e allenarlo nel calcolo a mente senza stress, competenza che ad esempio mi  capita di insegnare nei miei percorsi con risultati davvero gratificanti per i ragazzi. Si possono anche usare delle app (ad es. Sudoku) e dei siti specialistici (es. Olimpiadi della Matematica).

Lo stesso vale per l’italiano: si possono fare infinite sfide sui verbi, sulle parole (trovare sinonimi, intuire il significato di termini nuovi), in ogni momento e senza grandi strumenti. Va benissimo improvvisare una sfida durante un viaggio in auto o a cena.

Esempio 5: usare il talento di “Sfidare” quando manca la voglia

Infine il talento del “Sfidare” quando la voglia di fare i compiti è poca.

Se ad esempio tuo figlio non ha voglia di svolgere un esercizio di geometria e tu hai familiarità con l’argomento, potresti risolverlo a tuo modo e coi tuoi tempi. E poi sfidarlo a fare altrettanto o anche meglio (meno tempo oppure minore numero di passaggi). Molto probabilmente non saprà resistere… provare per credere!

Vuoi altri esempi? Faccelo sapere commentando o scrivendo a info@freenautabar.it

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