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E’ un talento? I tre segreti per riconoscere le vere aree di forza

benvenuto nella scheda pratica che ti insegnerà a riconoscere i talenti di tuo figlio

 

Abb8iamo esplorato alcuni talenti, e sono certa che ti stai chiedendo: “Come faccio a sapere quali sono i talenti di mio figlio?”

In effetti la domanda è più che lecita: dal momento che in alcuni casi alcune abilità (anche notevoli) non si possono considerare dei veri e propri talenti, piuttosto delle abilità apprese.

 

una definizione del talento

 

Partiamo dunque con una definizione operativa di Talento, che io amo molto perchè è pratica e operativa.

Un talento è un tratto del mio carattere che è orientato a fini positivi (non posso avere il talento del ‘mentire’), nel quale ottengo risultati superiori alla media, che applico in vari campi della mia vita, ottenendone energia e entusiasmo.

Alcuni esempi: Gratitudine, Entusiasmo, Avventura, Creatività, Ordine,  Guida, Ascolto,Amore per l’Imparare, Umorismo, Competere, Sintonia con il Corpo, Umiltà, Organizzazione, ecc.

Non rientrano in questo tipo di definizione le abilità specifiche (sportive, creative, come giocare a tennis o dipingere), perchè sono in un certo senso i frutti dei talenti (che potremmo invece definire come le radici). Una stessa abilità (suonare la chitarra) presente in due ragazzi, può infatti originare da talenti diversi (es. Amore per l’Imparare, Entusiasmo, Organizzazione).

 

Ingrediente 1 – I risultati

 

Un talento è quasi sempre innato e non ereditario, anche se va naturalmente rinforzato con l’allenamento. Vediamo questi 3 aspetti.

E’ innato nel senso che chi lo ha mostra risultati superiori alla media dei suoi pari, già da bambino e anche in assenza  di un intervento dei genitori su quell’aspetto.
Ad esempio un figlio con un forte senso dell’ordine può avere genitori che non badano per nulla a questo aspetto.

Il bambino è fin da piccolo più ordinato dei compagni, riceve gli elogi degli adulti, e questo lo porta ad estendere l’uso dell’ordine, via via a numerosi ambiti. Vediamo come nel prossimo parametro dedicato all’USO.

 

Ing1rediente 2 – Uso

 

Incoraggiato dai buoni risultati ottenuti nel mettere a posto le costruzioni, il bimbo si cimenta via via in nuove sfide nel tema dell’ordinare. Quando arriverà all’apprendimento formale della scuola, sarà per lui naturale raggruppare le nuove nozioni in modo  ordinato. Catalogare, ad esempio, le lettere in : “quelle con la pancia”,”quelle dritte”, “le vocali”, ecc. Crescendo, questo talento lo porterà naturalmente a ragionare in modo schematico,  e a preferire le lezioni che seguono tale stile di insegnamento. E così via. Osservando l’individuo ormai adulto noteremo che gli viene spontaneo usare la sua area di forza (l’ ordine) in vari ambiti (gioco, scuola, vita di tutti i giorni).

Questa abitudine d’uso lo renderà al tempo stesso sempre più esperto e competente, enfatizzando i risultati rispetto superiori ai coetanei. Ma cosa sta dietro questo uso così frequente di uno specifico talento? Lo scopriamo con il prossimo ingrediente.

 

Ingrediente  3 – Energia

 

6Se  è un vero talento,… più lo uso più ne ho.
Vale la pena di soffermarsi su questo concetto, perchè è fondamentale per distinguere un talento da una semplice abilità appresa: quest’ultima non porta energia ed entusiasmo a chi la mette in pratica (è più che altro un’azione svolta in virtù del senso del dovere o per rispondere a determinate aspettative).

Facciamo un esempio con il talento dell’ascolto. Se è una competenza appresa, ascolterò quando me lo richiede l’educazione (ascoltare una vecchia zia) o il contesto (ascoltare l’insegnante) o anche la convenienza (ascoltare per evitare una punizione) ma percepirò lo sforzo e la fatica dell’ascoltare quando non mi va. Se invece si tratta di un talento io ascolterò spontaneamente, in mille diverse occasioni, proprio perchè mi fa piacere e mi viene naturale. Mi troverò con tanti amici che mi vengono a raccontare le loro vicende, così come potrei trovarmi ad ascoltare il passeggero vicino a me sul treno, o il collega o conoscente che si mette a raccontarmi un fatto personale “perchè io sono bravo ad ascoltare”.

E non è tutto. I talenti non si stancano (quasi) mai. Quindi, se alla fine di una giornata impegnativa di lavoro, mi chiama un’amica per raccontarmi di un suo problema di coppia, non mi sentirò esausta e frustrata nel corso della telefonata, ma viceversa sarò a mio agio e partecipe. Alla fine della telefonata una parte di me si sentirà persino ricaricata, perchè le aree di forza sono così… Usarle significa mettere in circolo una vera e propria fonte di energia per il possessore.

 

Come trovare le tue aree di forza e quelle di tuo figlio

 

Ci sono alcuni siti molto seri  (THE VIA classification of character and strengths, the Gallup organization STRENGTH FINDER, CHARACTER LAB, R2 STRENGTH PROFILER: Strength families by the Center for Applied Positive Psychology)  che propongono strumenti di misurazione delle aree di forza. Si tratta di questionari psicometrici validati scientificamente, che possono indicarti le tue aree di forza. E’ un approccio che mi sento di raccomandare più che altro nell’adulto. Nei ragazzi propendo più per una tecnica di osservazione attiva.

Adesso che conosci i 3 criteri, prova a segnarti su un quaderno quali tratti del carattere di tuo figlio possono corrispondere a tutti e tre gli ingredienti. Coinvolgi tuo figlio e vedi quali aspetti gli vengono in mente. Se vuoi  un aiuto specialistico, nel Metodo FreeNauta ho predisposto un servizio combinato che include sia il test sia l’osservazione attiva, basata su una lista completa di 54+1 talenti, che esploreremo in 1 o 2  sessioni di Coaching del talento, per una durata omplessiva di 2h o 4h di consulenza, che ti permetterà di mettere in chiaro le aree di forza di tuo figlio e di ottenere anche dei suggerimenti per come integrarle nel metodo di studio.

 

Cosa puoi fare subito

 

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