La consapevolezza aiuta nelle scelte personali...
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Vegan & Consapevolezza… una scoperta tira l’altra

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Ciao! Sono una Coach… Non sai cosa sia? Tranquillo non lo sa quasi nessuno :-). Il mio lavoro consiste nell’aiutare le persone a conseguire i solo obiettivi lavorando con loro sul #CambiamentoConsapevole (ossia non “cambiare-per-cambiare” ma cambiare per ottenere benefici davvero utili per loro).

A proposito di cambiamenti, oggi vorrei analizzare insieme a voi cosa succede quando si diventa vegani. E in particolare vorrei chiedere a chi di voi è vegano da tempo: quanto è importante secondo voi la consapevolezza, affinché la scelta vegana  sia vissuta in modo utile e benefico per la persona?

Vi presento il mio cliente e amico Andrea, che qualche tempo fa ha letto un libro dedicato alla scelta vegan e improvvisamente ha iniziato a chiedersi: “aspetta un attimo…ma perché non ci ho mai pensato prima? sto facendo delle cose assurde…”. Andrea quel giorno mise in discussione l’abitudine di consumare prodotti di origine animale.  Quel giorno non lo sapeva (non ne era ancora “consapevole”, appunto) ma  nel frigo c’era il suo ultimo pezzo di formaggio, e aveva addosso uno dei suoi ultimi maglioni di lana.

La domanda è: ne sentirà la mancanza? Io credo, come Coach, di potermi permettere di prevedere la risposta. Dipende tutto da una sola cosa. Hai già capito? Certo, sto proprio pensando alla Consapevolezza. Maggiore sarà la Consapevolezza di Andrea nel fare la sua scelta, maggiore sarà anche il suo appagamento e soddisfazione.

Facciamo insieme un salto nel futuro e qualche stima. Nei 5 anni successivi Andrea incontrerà:

  1. 100 persone che gli chiederanno “ma come fai a rinunciare a tutte queste cose buone” e si complimenteranno con la sua “forza di volontà”Consiglio
  2. 50 offerte della mamma del tipo “daii….non la vuoi un po’ di carne!?”
  3. 3 donne che proveranno a fargli cambiare idea (e non è possibile sapere quante scapperanno ancora prima di iniziare a conoscerlo, solo all’idea di non poter condividere gli stessi piatti)
  4. 80 ristoratori che preferirebbero non averlo mai trovato sul loro cammino
  5. centinaia di pause autogrill della serie “no per me niente, grazie”
  6. decine di spiacevoli discussioni con ferventi onnivori devoti alle tesi classiche: “la scelta vegan è troppo rigida”/”bisogna mangiare un po’ di tutto”/”le mucche il latte lo fanno comunque” ecc.

Allora non dovrei, essendo una Coach [che per mestiere lavora per il benessere dei miei clienti], essere preoccupata che Andrea rimpianga la sua scelta vegan (oltre che i formaggi e i maglioni di lana)? Beh io credo che la risposta sia, ancora una volta, nella Consapevolezza.

Come Coach so che se Andrea -dopo quella fatidica lettura- investirà del tempo per diventare sempre più consapevole delle motivazioni che sostengono la scelta vegan e le condividerà, beh… allora posso scommettere che il suo percorso vegan sarà facile, spontaneo ed entusiasmante.

Ma cerchiamo di essere più precisi: quali tipi di consapevolezza servono per essere ‘felicemente vegan’?

Io individuo due tipi:

  1. Consapevolezza Scientifica/Cognitiva/Razionale: mi riferisco a conoscere i benefici della scelta vegan dal punto di vista della nostra salute, degli animali e dell’ambiente. E ci sono ormai così tante evidenze scientifiche e così tante casistiche cliniche, che ottenere questa consapevolezza è ormai solo un fatto di informazione.  Basta leggere e ascoltare senza pregiudizi e una serie di fatti inconfutabili si profilano davanti a noi. Se vuoi approfondire ti rimando al Comitato Scientifico di AssoVegan e a Promiseland come fonti autorevoli per questi aspetti.
  2. Consapevolezza Relazionale e Empatica. Sì, per essere vegani felici occorre cavarsela bene sulle competenze relazionali. Ma perché? Ecco le motivazioni dal mio punto di vista.

 

Ecco alcuni esempi di Consapevolezza Relazionale utili a chi è vegan:

A) Sapere che divconsapevolezzaentando vegan noi generiamo un cambiamento. E l’essere umano è programmato per opporre resistenza al cambiamento. Dal punto di vista biologico, cambiare significa consumare più energie. Quindi -per la sopravvivenza- siamo programmati a ripristinare il prima possibile la situazione di ‘calma’ che precedeva il cambiamento. Ecco perché nostra mamma, anche dopo anni, ci continua a offrire il ragu e parmigiano!

B) Sapere che diventando vegan noi usciamo dalla prevedibilità e dal noto. Per i nostri partner, ad esempio, ciò può rappresentare un viaggio fuori dalla loro zona di confort. Una volta un uomo mi ha detto che, anche se gli piacevo, non mi avrebbe mai chiesto di uscire con lui perché non avrebbe potuto portarmi nei suoi ristoranti preferiti. Beh…. direi che aveva una zona di confort piuttosto ristretta!

C) Sapere che diventare vegan è un progetto personale e soggettivo. Non va soggetto ad altre logiche che a quelle della Visione personale. E’ come quando lavoriamo instancabilmente a imbiancare la cameretta di nostro figlio, o come quando sgobbiamo 10 ore al giorno per dare forma alla nostra attività imprenditoriale. Stiamo costruendo ciò che vogliamo profondamente per il nostro futuro. Non trovare nulla da mangiare all’autogrill o scontrarsi con ristoratori maleducati è un costo che siamo disposti a pagare, affinché la nostra idea si realizzi.

 

Ma qual Consapevolezza è l’ingrediente segreto? la forma più robusta di Consapevolezza?

Quella che taluni non sviluppano mai, purtroppo, perché è complessa e richiede molto impegno. Si tratta della capacità di essere vegan senza incorrere nei conflitti.

Il talento di sapere ispirare con le propria scelta anche le scelte di altre persone. Senza diventare conflittuali, aggressivi o maniacali nel processo.

Questa forma di consapevolezza  per me -come Coach di Andrea e di me stessa- è la più importante, perché è direttamente collegata a quanto saremo felici come vegan in mezzo ad un mondo che -al momento- sta ancora facendo scelte diverse.

Se vuoi approfondire ti aspetto nei miei webinar (formazione on line live e gratuita) o sul mio canale YouTube 

Ti aspetto

Paola

FreeNauta’s Coach

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